Oggi il Parlamento dell'Unione europea ha votato un emendamento presentato dall'europarlamentare leghista Mario Borghezio al fine di sbloccare la situazione in Nicaragua riguardante l'ex brigatista Alessio Casimirri. Ad oggi, infatti, il terrorista è l'ultimo dei latitanti per l'attentato di via Fani.

Chi è Alessio Casimirri

Alessio Casimirri nasce a Roma nel 1951. Sin da giovane milita nell'estrema sinistra armata degli anni di piombo, in organizzazioni come Potere Operaio e Autonomia Operaia. Nel 1977 entra nelle Brigate Rosse con il nome di battaglia di "Camillo", uscendone tre anni dopo, non prima di essersi reso complice, il 16 marzo 1978, del sequestro dell'allora presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

Nello stesso anno partecipa all'omicidio del magistrato Girolamo Tartaglione ed è proprio lui a sparare alla vittima.

Dal 1982 inizia la sua latitanza e, con l'arrivo in Nicaragua, riceve la protezione del governo sandinista ottenendo anche la cittadinanza nicaraguense. Nel 1989 è condannato in contumacia. Oggi vive a Managua, capitale del Paese centroamericano dove (l'ultima volta risale al 2004) la Corte Suprema ha negato la richiesta di estradizione dell'Italia, tenendo conto della cittadinanza assunta dal terrorista.

Luci e ombre

Non sono sfuggite alla commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro alcune ombre riguardo la latitanza dell'ex brigatista. Il suo viaggio in Nicaragua sarebbe avvenuto solamente grazie ad appoggi e coperture che gli avrebbero procurato un passaporto falso (intestato a nome di un certo Guido Di Giambattista). Queste presunte "protezioni" gli sarebbero state concesse anche per gli anni successivi agli attentati all'ex presidente della Dc Moro e al giudice Tartaglione, consentendogli di restare in Italia anche se ricercato.

Tuttavia, in un' intervista al "Nuevo Diario", un giornale nicaraguense, Casimirri ha sostenuto di essere partito dall'Italia con i documenti in regola e, pur rivendicando il suo passato nelle Brigate Rosse, di non aver mai partecipato all'attentato di via Fani. Secondo la sua versione, si sarebbe distaccato dall'organizzazione terroristica alcuni mesi prima. Inoltre ha affermato che il suo arrivo in Nicaragua, lontano dall'ex moglie Rita Algranati e dall'ex "compagno" brigatista Alvaro Lojacono, è stato dettato semplicemente dalla voglia di "vivere i tropici, al mare, e magari conoscere anche delle belle donne".

Qualunque sia la motivazione della sua latitanza, sarebbe ora che rientrasse nella cara vecchia Italia per essere assicurato finalmente alla giustizia.

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