La storia, che ha fatto il giro del mondo suscitando ovunque rabbia e indignazione, si è svolta a Ludwigshafen, in Germania. Protagonisti della vicenda due giovanissimi genitori, Ismail S. e Nina R, rispettivamente di 23 e 26 anni. Il corpo del bambino al momento dei rilievi medici, presentava segni di violenza talmente gravi da condurre gli esperti a praticare un delicatissimo intervento di ricostruzione dell'ano.

Violenze atroci sul bambino di 6 settimane

Il referto medico, dopo accurate analisi cliniche, rivela uno scenario infernale, un calvario cui il neonato, di 6 settimane appena, è stato sottoposto ripetutamente.

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Presentava, infatti, oltre che alle gravissime lesioni dell'antro anale, una forte peritonite (dovuta alla rottura dell'intestino). Il neonato presentava segni evidenti di violenze su tutto il corpicino, come anche fratture e sanguinamento dagli occhi. Un'immagine terrificante, che farebbe accapponare la pelle a chiunque, ma che non ha dissuaso i genitori dall'abusare del figlioletto.

Secondo il procuratore generale, Hubert Stroeber, i genitori del bambino avrebbero agito per il solo e unico scopo di ottenere appagamento sessuale, fatto che di per sé costituisce un'aggravante. Rivela, inoltre, che tutti i professionisti che prestano servizio presso il suo studio legale, sono rimasti attoniti a causa della notizia.

Il processo ai genitori responsabili delle violenze sul neonato

I genitori si trovano in carcere, in attesa del processo, dal novembre 2018. Il processo, in previsione per il prossimo maggio, verterà sulle accuse di violenza sessuale e lesioni su un minorenne, con la probabile aggravante della crudeltà.

Un'inchiesta del Mirror rivela che la madre ha manifestato, sin da piccola, atteggiamenti violenti smossi della crudeltà nei confronti di animali, che torturava. Il bambino, che come già detto ha subito delicati interventi chirurgici, si trova al momento con una famiglia affidataria.

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Statistiche Onu sulle violenze sessuali su minori

Recenti statistiche Onu, in collaborazione con l'Unicef, condotte in ben ventuno paesi, rivelano che una percentuale variante tra il 7% e il 36% delle donne e il 3% e il 29% degli uomini è stata vittima di abusi sessuali e che la maggior parte di essi è avvenuta in famiglia. Sono migliaia le violenze ai danni di minori che si consumano ogni giorno, molte delle quali per fini legati allo sfruttamento della prostituzione minorile o a sconvolgimenti sociali di grave entità, come scenari di guerra o similari.

La maggior parte delle violenze si consuma, tuttavia, tra le mura domestiche e spesso può trascorrere molto tempo dal momento in cui le violenze hanno inizio prima della denuncia, rendendo difficoltoso poter perseguire i responsabili.

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