Ieri a Milano è stata ritrovata senza vita Roberta Priore, di 53 anni. Il corpo è stato rinvenuto nella sua abitazione. A toglierle la vita, secondo quanto confessato dal presunto assassino, è stato il compagno di 48 anni, Pietro Carlo Artisi. La confessione è avvenuta durante il primo interrogatorio effettuato con la pm Grazia Colacicco. La lite avrebbe avuto inizio durante una cena al ristorante.

Ancora ignoto il movente del delitto. Si presume che a scatenare le ire dell'uomo sia stata una gelosia nei confronti della vittima. Le modalità dell'omicidio, invece, si conoscono: l'uomo ha confessato di averla soffocata con un cuscino per impedire che la donna potesse urlare e quindi dare l'allarme. Inoltre Artisi, durante l'interrogatorio, avrebbe ammesso che lui e la sua compagna avrebbero fatto uso di cocaina.

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Il fermo di Artisi sarebbe avvenuto nelle scale del palazzo nel quale vivevano la vittima e l'assassino: i carabinieri lo avrebbero trovato in stato confusionale al rientro nella sua abitazione. Il Corriere della Sera, inoltre, ha raccontato delle tracce di sangue presenti nell'abitazione, ma anche tracce di fumo e oggetti sottosopra.

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Cronaca Nera

Dopo l'omicidio, parallelamente ad un tentativo di distruggere il corpo della donna per cancellare le tracce, Artisi avrebbe cercato di suicidarsi inalando del gas. Roberta aveva tenuto nascosta questa nuova relazione, che durava da appena cinque mesi, anche agli amici.

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Le liti avvenivano con frequenza: nel corso di un intervento dei carabinieri in seguito di una segnalazione dei vicini di casa, allarmati dalle urla della donna, Roberta avrebbe rinunciato a denunciare Pietro per maltrattamenti.

A dare l'allarme sarebbe stata la figlia della donna, preoccupata per le mancate comunicazioni con la madre. Suonato il campanello al quinto piano del palazzo senza avere risposta, avrebbe sfondato la porta con l'aiuto dei vigili del fuoco: li sarebbe stato rinvenuto il corpo senza vita della donna. L'uomo ora dovrà rispondere di omicidio volontario.

Con l'inizio del 2019, purtroppo, i femminicidi non si sono fermati: alla data dell'8 marzo le donne ad avere perso la vita erano ben 13, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2018.

A questi numeri impietosi, oggi, va aggiunta anche Roberta.

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