Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità di Caserta e tutta Italia: tre suore e la loro madre superiora sono state infatti condannate a due anni di reclusione, con il rito abbreviato, per maltrattamenti contro i bambini di un asilo infantile di San Marcellino.

I dubbi dei genitori sulle percosse nell’asilo

Le tre suore si occupavano dei bambini in una scuola materna paritaria di San Marcellino, Santa Teresa del bambin Gesù. Le monache appartenevano tutte alle suore degli Angeli, una confraternita che ha la sede centrale presso Napoli e che gestisce decine di istituti in tutta la Campania.

Presso la scuola di San Marcellino, in provincia di Caserta, però, dalla scorsa primavera, i bambini avevano iniziato a mostrare dei disagi che immediatamente le loro famiglie avevano riconosciuto come collegati alla loro frequentazione della scuola. Così i genitori si erano attivati per accertare cosa accadeva all’interno dell’asilo dei bimbi e, rivolgendosi alle autorità inquirenti, erano state piazzate delle telecamere nascoste nell’istituto.

La posizione della madre superiora

Oltre alle tre suore che insegnavano nell’asilo, è stata condannata anche la madre superiora. Per gli inquirenti la donna si era adoperata allo scopo di intralciare la giustizia per non far emergere quello che stava accadendo all’interno della scuola e coprire le responsabilità delle sue suore.

Tale visione dell’accusa era stata agevolata dalla testimonianza della madre di uno dei minori maltrattati, che aveva raccontato come la religiosa le avesse offerto dei soldi in cambio del suo silenzio. Alla madre del bambino sarebbe stato detto che quello che aveva subito il figlio era comunque una vergogna e che pertanto avrebbe fatto bene ad accettare un indennizzo in denaro.

I maltrattamenti delle suore sui bambini

Proprio l'inizio delle indagini e le immagini delle telecamere avevano consentito agli inquirenti di catturare diversi episodi di violenza che le tre suore perpetravano ai danni dei piccolissimi alunni della scuola. Secondo l’accusa, inoltre, le religiose percuotevano i piccini persino sulle parti intime.

A maggio scorso le tre erano state sospese dal loro ruolo di insegnanti, ma per i bambini dell’asilo i problemi non erano comunque finiti: alcuni dei video delle telecamere di sorveglianza montante dagli inquirenti, erano infatti trapelati e sono circolati con i volti dei bambini ben riconoscibili, tra l’indignazione dei genitori e senza rispettare la legge sulla privacy. Le stesse famiglie delle vittime, inoltre, potrebbero ora chiedere i danni in sede civile. Intanto vi è una trattativa in corso per la vendita dell’asilo degli orrori.