La misteriosa sparizione di Emanuela Orlandi avvenuta nel 1983 continua a essere un enigma e a portare sempre nuovi colpi di scena. Dopo il ritrovamento di un ossario nel Campo Santo Teutonico in cui sarebbero stati trovati i resti di esseri umani (e alcuni sospettano che tra questi potrebbero esserci anche quelli della ragazza), interviene adesso Ali Agca. Il terrorista scrive una lettera in cui afferma che invece la ragazza sarebbe viva, e che la Cia dovrebbe rivelare quel che sa al riguardo.

La scomparsa di Emanuela Orlandi

L'unica cosa certa è che il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi sparì.

Da subito sorse il sospetto che non si trattasse di un caso normale, ma che dietro vi fosse molto di più, anche perché la ragazza era figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia. Notizia di queste ultime settimane è che nel Campo Santo Teutonico, vicino alle tombe di due principesse tedesche trovate vuote (e che un segnalatore anonimo aveva indicato come possibile luogo di sepoltura della ragazza), sono stati ritrovati quasi un migliaio di frammenti di resti umani. Questo significa che qualcuno è stato seppellito in quel luogo, e ora bisogna capire se c'era anche Emanuela Orlandi.

Ora, però, a farsi avanti sulla scena è anche l'attentatore di Giovanni Paolo II: Ali Agca. In una lettera inviata alla stampa di tutto il mondo, sostiene infatti che la ragazza sarebbe viva. Ali Agca è sempre stato un nome che è vorticato ai bordi di questa storia, e in passato più di uno studioso della vicenda ha ipotizzato che il rapimento della ragazza fosse una ritorsione per l'arresto di Agca.

La lettera di Ali Agca: 'La ragazza è viva e la Cia deve parlare'

Tramite il suo legale, Ali Agca ha inviato una lettera a tutta la stampa internazionale in cui aggiunge moltissimi elementi che colpiscono. Il dubbio, però, è che sia un tentativo per confondere ulteriormente le acque in una storia che non è mai stata semplice.

Nella lettera, innanzitutto, Agca si dice certo che Emanuela Orlandi sia viva e stia bene da 36 anni.

Non avrebbe subito alcuna violenza, a suo dire, poiché non sarebbe stata vittima di un sequestro "nel senso classico del termine" La ragazza sarebbe rimasta coinvolta invece in un intrigo internazionale, per motivi sia religiosi che politici collegati anche al famoso terzo segreto di Fatima. Afferma quindi che bisognerebbe smetterla di avanzare "menzogne e calunnie" contro persone ormai morte, come Enrico de Pedis o il prelato Marcinkus, a suo dire del tutto innocenti.

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Ciò che però sorprende maggiormente è che Agca sostiene che il Vaticano non sarebbe responsabile di questo intrigo. A suo parere, dovrebbe invece essere la Cia a rivelare i propri documenti al riguardo. Accusa quindi l'Intelligence americana di aver organizzato un "complesso di intrighi" durante gli anni '80. Conclude infine dichiarando che ci sarebbe molto da dire, ma che al momento è costretto a limitarsi.

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