Lo Stromboli quest'anno sta facendo parlare molto di sé. Il vulcano è attivo ed ha una media di 15-25 esplosioni all'ora, ma può succedere che nella camera magmatica, situata a 3 chilometri di profondità, si accumulino molta energia, gas e lava e che questi causino un forte gradiente di pressione, tale da causare episodi violenti come quello che ha innescato il maremoto di cui tanto si sta parlando.

Intanto il Dipartimento della Protezione Civile ha deciso di passare il livello di allerta da "giallo" ad "arancione". Inoltre è stato anche dato il via anche alla fase di "preallarme". Inoltre, a seguito dell'ultima eruzione, si è verificata un'onda di 20 centimetri che ha messo in allarme la comunità scientifica che ora considera il rischio tsunami come uno scenario possibile.

Rischio maremoto

Ieri la costa è stata battuta da un'onda anomala di 20-30 centimetri che ha messo in allerta l'ngv.

Il fenomeno è dovuto alla caduta in mare di materiale piroclastico eruttivo.

Carlo Doglioni, il presidente dell'Istituto, ha affermato che il rischio tsunami è concreto. Infatti se collassasse Sciara del Fuoco, oppure se si verificasse un'eruzione più grande di quella degli ultimi giorni, potrebbe essere innescata una grande onda anomala. Il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha affermato che l'onda anomala è stata registrata e segnalata dal sistema di sirene che si è attivato istantaneamente, funzionando correttamente.

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Terremoto Ambiente

Eugenio Privitera, direttore dell'Osservatorio Etneo, afferma che lo Stromboli permane in una situazione di disequilibrio e che, essendo un vulcano con livelli di attività medio-alti, tutti gli scenari sono da valutare come possibili. In ogni caso rassicura che il vulcano è monitorato 24 ore su 24.

Si innalza l'allerta dello Stromboli

Ieri si sono riuniti i due Centri di Competenza, ovvero l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Università di Firenze ed il CNR-IREA che, oltre a prendere le sopracitate risoluzioni, hanno anche deciso di estendere l'interdizione alla navigazione di altre 2 miglia marine nel tratto di mare vicino la Sciara del Fuoco.

Innalzando l'allerta, l'attività di monitoraggio diventerà più intensa con la comunità scienifica e la Protezione Civile che collaboreranno più attivamente.

Inoltre, come era già stato vietato dopo l'eruzione del 3 luglio scorso, i turisti non potranno né pensare di avvicinarsi al vulcano a piedi, né con le barche. Angelo Borrelli, a questo proposito, ha affermato di aver avuto delle segnalazioni di imbarcazioni che scappavano dalla Sciara del Fuoco per via dell'abbondante caduta di matriale piroclastico.

Quindi si raccomanda attenzione.

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