Papa Francesco ha tenuto la sua catechesi nell'udienza generale del 18 dicembre, l'ultima prima delle festività del Natale. Nella sala Paolo Vi del Vaticano, alla presenza di numerosi fedeli accorsi, come sempre, per ascoltare le parole edificanti del pastore universale della chiesa cattolica, ha spiegato l'importanza del presepe. Tanto che ha voluto spiegare anche lui come si sta preparando per le feste natalizie: è andato a Greccio, dove c'è la famosa raffigurazione dell'affresco di Giotto. Questa piccola cittadina, che si trova arroccata su una collina in provincia di Rieti, ha visto la prima rappresentazione in Italia grazie al Poverello d'Assisi, San Francesco che, tornando dal suo viaggio in Palestina a seguito delle Crociate, e temendo di non tornare in tempo nella sua comunità religiosa nella sua città d'origine, ha pensato bene di fermarsi e di dare seguito ad una rappresentazione vivente del Presepe nell'anno 1223.

Il Presepe è un Vangelo vivente

Il Santo Padre ha affermato, durante il corso dell'incontro, che il Presepe è un Vangelo vivente, e bisogna portarlo in tanti luoghi: nelle case, negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri, ed in altri luoghi frequentati dalla gente. Bisogna fare questo perché Dio non è rimasto invisibile agli occhi della gente, ma è venuto sulla terra e si è fatto bambino per stare vicino al suo popolo. Preparare il Presepe è come sentire la vicinanza di Dio, che è reale, concreto, non è un giudice che punisce o un signore che ha diritto di vita o di morte della vita delle persone.

Ma è un amore umile, di quel "bambinello" che ha trasmesso tenerezza con le braccia aperte, dicendo che lui vuole amare tutta l'umanità. La raffigurazione della Sacra Famiglia è importante: accanto a Gesù Bambino, ci sono la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, suo marito, che è diventato padre putativo di quel bambino divino. E' nato in povertà, non è nato come un principe destinato a diventare un re.

Essendo un Vangelo domestico, il luogo della nascita del Redentore è Betlemme, che significa "casa del pane", è la mangiatoia è il simbolo della vita quotidiana della famiglia, un luogo speciale dove il neonato tanto atteso dorme e pensa a tutti quelli che hanno bisogno della salvezza divina offerta con la sua nascita.

Il Presepe invita alla contemplazione

Il secondo momento di riflessione che papa Bergoglio ha offerto ai presenti è un invito alla contemplazione.

Perché in questi momenti frenetici, dove si corre sempre e non ci si ferma mai, seguendo il frastuono del mondo, ecco che la sacra Famiglia diventa momento di raccoglimento, e solo lasciando fuori dall'uscio di casa il rumore della vita umana, si può accogliere nel profondo del cuore la sua immensa pace. Alla fine dell'incontro il Papa ha dato un insegnamento importante, quello di riflettere sul senso della vita di persone che compiono ogni giorno gli stessi movimenti, raffigurati davanti alla grotta di Betlemme: i pastori, il fabbro, il mugnaio, i soldati. Tutti che sono lì, ad aspettare che Gesù Cristo venga per entrare nei cuori di ciascuno, per alleggerire il peso delle miserie dell'uomo e farci scoprire la bontà divina del Padre celeste che lo ha mandato per noi.

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