Una donna di 30 anni di origine svedese è stata arrestata ad Acilia, nei pressi di Roma perchè accusata di omicidio volontario. Secondo gli inquirenti avrebbe ucciso la figlia dopo averla partorita in casa, sabato scorso, giorno 18 gennaio.

La neonata era stata ricoverata due giorni fa all'ospedale Bambin Gesù, in condizioni gravissime. Ma è morta dopo 48 ore di agonia, per le conseguenze delle lesioni subite. Il raccapricciante episodio sarebbe avvenuto alla presenza della madre della donna accusata, che avrebbe poi chiamato i soccorsi.

Le due donne avevano dapprima raccontato ai soccorritori del 118 che la neonata era caduta dal letto dopo il parto. Ma la presenza di molto sangue sul luogo della tragedia e le profonde ferite riscontrate sul corpo della bimba, che era avvolta in un panno all'arrivo degli operatori, avevano fatto subito pensare a qualcosa di ben più grave.

La neonata ha lottato due giorni per sopravvivere

Dopo il trasferimento d'urgenza all'ospedale, il quadro clinico della piccola era apparso subito drammatico. Ecchimosi in più punti, traumi cranici ed altro avevano fatto temere il peggio.

Per quasi due giorni la neonata ha continuato a respirare, il suo minuscolo cuore a battere, dando così speranza ai sanitari dell'ospedale romano. Speranza svanita nella giornata di ieri quando ne è stato accertato il decesso. Tuttavia deve ancora essere chiarito cosa ne ha determinato la morte. Si è trattato di un incidente? La neonata ha subito percosse dopo essere venuta alla luce? O le ferite riportate sono state provocate da manovre sbagliate durante il maldestro parto casalingo?

Disposta un'autopsia dalla Procura di Roma

Tutte domande che devono trovare una risposta. La madre della sfortunata bimba era già stata fermata sabato scorso dai carabinieri della compagnia di Ostia, con l'accusa di tentato omicidio. Ma ora deve rispondere del reato di omicidio volontario. La donna si trova ricoverata all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, agli arresti domiciliari. Proseguono, intanto le indagini della Procura della Capitale per ricostruire la dinamica dell'intera vicenda e stabilire le responsabilità per quanto accaduto.

Sulla salma è stata disposta l'autopsia. L'interrogatorio dell'accusata per la convalida del fermo, potrebbe tenersi davanti al Gip già oggi 21 gennaio. Ma molto dipenderà dalle condizioni fisiche della 30enne. La donna avrebbe riferito agli inquirenti di non essersi accorta di essere incinta. Ma le sue dichiarazioni sono al vaglio degli investigatori. Così come lo sono quelle degli operatori del 118 che sono accorsi sul posto dopo l'allarme e che hanno visto subito in quale stato fosse l'appartamento dove è avvenuto il parto.

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