In Uganda un Imam si è unito in matrimonio con quella che lui credeva essere una donna. Dopo due settimane, però, l'inganno è stato svelato: quella che lui credeva essere la sua compagna era in realtà un uomo. Sheikh Mohammed Mutumba, nome dell'Imam in questione, è rimasto scioccato dalla scoperta.

Uomo si finge donna per una truffa

Non è la trama di Mrs. Doubtfire ma una vera e propria truffa quella che ha avuto luogo in Uganda. Una storia che ha dell'incredibile e che vede il protagonista, Sheikh Mohammed Mutumba, un Imam della moschea Masjid Noor di Kyampisi nel distretto di Kayunga, ancora in stato di shock per quanto gli è successo.

Dopo avere preso moglie, infatti, si è accorto che la sposa non era la bella donna da lui scelta. Anzi, non era proprio una donna. L'incontro tra i due era avvenuto in moschea e sempre in moschea è scoppiata la scintilla e la prosposta di convolare a nozze.

Il truffatore, all'anagrafe Richard Tumushabe, sarebbe riuscito a rinviare ogni possibile rapporto sessuale per settimane, prima e dopo il matrimonio, riuscendo così ad ingannare lo sventurato l'Imam. L'inganno è stato però svelato dall'indole "criminale" del truffatore che, messo a segno un furto a casa del vicino, è stato poi arrestato dalla polizia.

Le forze dell'ordine, dopo aver provveduto al fermo e aver anche loro creduto che il truffatore fosse una donna di nome Swabullah Nabukeera, hanno provveduto alla perquisizione corporale che precede il trasferimento nelle celle comuni, maschili o femminili dunque. Lì l'inganno è stato mascherato e la poliziotta che ha eseguito la perquisizione non ha potuto fare altro che trasferire il detenuto nel braccio maschile notificando la truffa in corso.

L'impostore voleva fare tutto in regola

Al tempo della proposta di matrimonio, il truffatore riuscì a farla franca agilmente con lo sventurato Imam, adducendo di voler fare le cose per bene prima del matrimonio. Così, Sheikh Mohammed Mutumba ha accettato di versare una dote a quella che lui credeva essere la zia dalla futura moglie: un paio di sacchi di zucchero, due capre, il Corano e diversi capi d'abbigliamento.

La cerimonia ha così potuto essere consacrata.

Una volta sposati, però, la "moglie" ha rinviato ogni possibilità di rapporti intimi per altri quindici giorni. Il suo rifiuto era sempre motivato nello stesso modo: la presenza di un ciclo mestruale. Nonostante lo smisurato periodo mestruale millantato dalla donna, l'Imam non ha sospettato nulla.

Nello stesso periodo, però, il vicino di casa dell'Imam ha denunciato il furto di vari oggetti, tra cui una televisione e diversi vestiti, indicando come sospettato principale proprio la nuova moglie dello sventurato Sheikh Mohammed Mutumba. La polizia si è così recata a casa dei "neo-sposi" rinvenendo nell'abitazione proprio la televisione sottrata, i capi d'abbigliamento incriminati e una settantina di euro.

La moglie è stata accompagnata alla centrale per accertamenti e proprio qui è stato svelato l'inganno e l'Iman ha scoperto di avere sposato un uomo.

Una truffa bene organizzata

Ora, Sheikh Mohammed Mutumba è sconvolto, ancora non crede a quanto gli è accaduto ed è stato anche rimosso dal suo incarico di Imam della moschea. La motivazione del provvedimento pare essere la preservazione dell’integrità della fede.

“Stavo cercando una donna da sposare quando ho visto una bellissima ragazza che indossava un hijab, le ho chiesto di vederci e lei ha accettato. Ci siamo innamorati, tuttavia, mi ha detto che non avremmo potuto avere contatti intimi fino a quando non avessi consegnato la dote ai suoi genitori e ci fossimo scambiati i voti matrimoniali”, è quanto dichiarato dall'Imam sulla vicenda.

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