Forse una banale lite per futili motivi durante la festa di Sant’Antonio, ieri poco dopo la mezzanotte nel Corso Vittorio Emanuele, a Bari Sardo. Sarebbe stato uno spintone fatale che è costato la vita a Massimo Piroddi, 44 anni, artigiano di Bari Sardo, che nella violenta caduta avrebbe sbattuto la testa sul gradino del marciapiede di fronte al bar. Morendo praticamente sul colpo. In manette – con la pesante accusa di omicidio preterintenzionale – è finito Daniel Loi, 20 anni, anche lui originario di Bari Sardo.

L'hanno arrestato i Carabinieri della compagnia di Lanusei, dopo brevi indagini. Sono andati a recuperarlo nella sua abitazione questa mattina. Ora il giovane – dopo essere stato accompagnato in caserma e dopo tutti i controlli di rito – è stato rinchiuso in una cella del carcere nuorese di Badu ‘e Carros, in attesa di essere interrogato dal pubblico ministero di turno. Magistrato che in queste ore si è recato sul luogo del delitto per interrogare i numerosi testimoni e capire in effetti cosa sia realmente accaduto la scorsa notte tra la vittima e il presunto omicida.

Una tragica fatalità?

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Lanusei, la lite sarebbe andata in scena la scorsa notte quando – nel Corso Vittorio Emanuele - era da poco passata la mezzanotte. I due protagonisti della lite si trovavano all'esterno di un bar e stavano partecipando ai classici festeggiamenti della notte di Sant’Antonio. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni tra i due sarebbe nata una discussione – sicuramente per futili motivi e amplificata probabilmente dall'abuso di alcol – quando Daniel Loi avrebbe spinto con violenza Massimo Piroddi.

L’uomo – che lavorava in un noto mobilificio di Bari Sardo – a causa del forte colpo subito, avrebbe perso l’equilibrio, cadendo rovinosamente per terra. E sbattendo la testa con violenza sul marciapiede. Una botta fatale che gli è costata la vita. Quando infatti i soccorritori del 118 sono giunti sul posto, hanno subito capito che la situazione fosse grave. L’uomo era privo di sensi ed aveva perso tantissimo sangue.

La fuga e l’arresto

Dopo la lite - secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Compagnia di Lanusei – Daniel Loi avrebbe fatto perdere le sue tracce, rifugiandosi nell'abitazione dei suoi genitori, al centro del paese. Ed è proprio qui che i militari l’hanno recuperato questa mattina, dopo aver sentito numerosi testimoni che hanno raccontato quello che era accaduto all'esterno del bar del Corso Vittorio Emanuele la scorsa notte. Il giovane – alla vista dei Carabinieri – non avrebbe fatto resistenza. Anche perché probabilmente non aveva idea di quello che poteva essere accaduto dopo una banale lite.

I Carabinieri della Compagnia di Lanusei – dopo averlo interrogato – l’hanno ammanettato con la pesante accusa di omicidio preterintenzionale. In parole povere il giovane non aveva intenzione di uccidere il suo rivale ma – dopo la caduta – purtroppo è accaduto il peggio.

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