Speranza Ponti, la 52enne scomparsa da Alghero e ritrovata senza vita ieri nelle campagne di Carrabufas, scriveva su Facebook di trovarsi in Spagna, impegnata nel cammino di Compostela e di stare benissimo. Gli inquirenti, nelle scorse ore, hanno fermato il compagno Massimiliano Farci, 53 anni. L'uomo, detenuto in semilibertà, sul finire degli anni '90 si era reso protagonista di un sanguinoso fatto di Cronaca Nera, il "delitto della Lotus Rossa".

Trovata senza vita in un residence vicino ad Alghero

Ieri mattina, venerdì 31 gennaio, in un residence nelle campagne di Carrabufas, nella periferia di Alghero, è stato trovato il corpo senza vita di Speranza Ponti. La donna, originaria di Uri (sempre in provincia di Sassari) aveva fatto perdere le sue tracce quasi due mesi fa, intorno alla metà di dicembre.

Il cadavere, rinvenuto nell'area del "Resort Vista Blu" (un'ampia zona caratterizzata dalla presenza di lussuose villette a schiera che si estende fino al Monte Carru), verrà presto sottoposto ad autopsia per accertare le cause del decesso e stabilire con certezza la data della morte.

Al corpo gli inquirenti sono arrivati su segnalazione del fidanzato della donna, Massimiliano Farci, originario di Assemini (in provincia di Cagliari), interrogato giovedì. Gli investigatori dei Ris, accompagnati dai militari dell’Arma coordinati dal capitano Pietro Barrel, il 30 gennaio si erano presentati all’interno della pizzeria gestita dall'uomo (la Sergio’s di via XX settembre ad Alghero) e, dopo aver sottoposto il locale a sequestro lo avevano accompagnato in caserma per un lungo interrogatorio.

La Procura di Sassari, titolare del caso, al momento sta indagando per omicidio ed ha provveduto al fermo del 53enne.

Il giallo sui post della 52enne di Alghero

Speranza Ponti aveva vissuto per diversi anni a Genova; poi qualche mese fa, aveva deciso di ritornare ad Alghero per amore di Massimiliano. All'inizio di dicembre, in seguito ad un buon affare immobiliare, la donna aveva incassato un ingente assegno, ma pochi giorni più tardi era svanita nel nulla.

Amici e conoscenti, sui social, avevano lanciato accorati appelli e i parenti, poco prima di Natale, avevano sporto formale denuncia di scomparsa.

Secondo gli inquirenti Farci, già condannato per l'omicidio di Roberto Baldussi, avrebbe ucciso la compagna e poi avrebbe simulato il suo allontanamento. Su due profili Facebook intestati a Speranza (uno creato recentemente), la donna avrebbe annunciato di trovarsi in Spagna. In un post che riporta la data del 9 dicembre la donna, taggando l'aeroporto di Barcellona, avrebbe pubblicato: “Eccoci!!!!….finalmente…”. Nel profilo più recente (con soli quattro amici, tra cui proprio Massimiliano) apparirebbe, invece, un solo ed unico messaggio datato 16 dicembre: “Sto benissimo - si legge - Sto andando verso la cattedrale di Compostela.

Fantastico…”. Chi ha scritto veramente quei messaggi? Difficile credere che Speranza Ponti ne sia l'autrice.

Massimiliano era già recluso nel carcere di Alghero

Massimiliano Farci, finito subito sotto la lente degli investigatori, è già in stato di fermo nel carcere di Bancali, a Sassari. L'uomo, difeso dall'avvocato Daniele Solinas, sarà riascoltato dal gip nelle prossime ore e, per il momento, ha respinto ogni addebito dichiarando che Speranza si sarebbe suicidata. Lui si sarebbe limitato a nasconderne il corpo. Una versione che, ovviamente, non convince gli inquirenti (che stanno valutando un possibile "movente economico").

Al momento, il 53enne è chiamato a rispondere alle pesanti accuse di omicidio doloso, occultamento di cadavere e anche di furto ed utilizzo indebito di carta bancomat.

Farci, attualmente, si trova in regime di semilibertà. Nel 1999 era stato condannato all'ergastolo ed ha già scontato 20 anni di reclusione per l'omicidio (in concorso con il fratello Alessandro) di Roberto Baldussi. I due lo avrebbero ucciso per impadronirsi dell'auto di lusso, una Lotus rossa, di proprietà del ragioniere di San Sperate. Per questo ogni sera Massimiliano, al termine del suo turno di lavoro in pizzeria, doveva rientrare nel carcere di Alghero.

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