In seguito alla decisione di sospendere i collegamenti aerei diretti con la Cina, ci sarebbero almeno 600 italiani rimasti bloccati nel Paese asiatico, i quali avrebbero chiesto al governo di intervenire affinché gli permetta di tornare a casa.

Finora, il divieto di accedere ai voli diretti dalla Cina all'Italia non ha fatto altro che generare una serie di disagi e, inoltre, sembra che non fornisca alcuna garanzia di tutela dalla diffusione del virus, poiché molti viaggiatori starebbero optando per tratte che fanno scalo in altri Paesi per poi giungere in Italia, aggirando di fatto il decreto emanato alla fine di gennaio dall'esecutivo.

Tensioni nel Governo

In queste ore, la Farnesina starebbe cercando di pianificare dei voli speciali per garantire il rientro a chi era partito per la Cina per motivi di lavoro o per una vacanza e, di conseguenza, non aveva intenzione di soggiornare per un lungo periodo. Il rimpatrio, però, è ostacolato dal divieto di volo imposto dal premier Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza, una misura la cui efficacia è stata contestata sia da altri ministri che dalle autorità cinesi.

All'emergere delle prime tensioni interne, il Governo ha preferito fare una parziale marcia indietro, permettendo il transito ai cargo che trasportano merci ritenute non contaminabili né contaminate. Adesso, invece, si sta cercando di trovare una soluzione per gli italiani bloccati in Cina che, con il passare del tempo, rischiano sempre di più di essere contagiati dal coronavirus, ed è sempre più probabile che possano optare per i viaggi intermedi per raggiungere l'Italia, aggirando così i controlli.

Risulta quindi necessaria una modifica al divieto di volo voluto soprattutto dal ministro Speranza, allo scopo di provare a ridurre al minimo il rischio dell'approdo del virus anche nel nostro Paese. Nel frattempo, l'ambasciata italiana a Pechino ha deciso di non rilasciare più i visti fino al 16 febbraio, accentuando ulteriormente le tensioni con le istituzioni cinesi e complicando ancor di più il piano per riportare al più presto a casa i nostri connazionali.

Il pangolino potrebbe aver trasmesso il virus dal pipistrello all'uomo

Stando ai risultati di uno studio recente, si ritiene che il pangolino - un mammifero conosciuto anche come "formichiere squamoso" - possa essere il vettore tramite cui il virus sarebbe riuscito a passare dai pipistrelli all'uomo. Una ricerca scientifica della South China Agricultural University evidenzia che la sequenza genetica del ceppo di coronavirus isolato dal pangolino risulti identica al 99% a quella del virus presente nelle persone infette.

Intanto, giovedì 13 febbraio i ministri della salute Ue si riuniranno in un vertice straordinario a Bruxelles per fare il punto della situazione sulla diffusione del virus in Europa e per decidere quali nuove contromisure adottare.