In occasione della puntata di questa domenica 29 marzo di "Che tempo che farà" di Fabio Fazio, che precede poi la vera e propria trasmissione "Che tempo che fa" su Rai 2, è intervenuto il noto medico Gino Strada, fondatore di Emergency, che ovviamente è stato interpellato sulla crisi sanitaria in corso in Italia e nel resto del mondo.

Strada difende le Ong: 'C'è chi fa e chi parla, noi stiamo lavorando'

Come prima cosa Fabio Fazio - anche collegandosi a una polemica in merito dei giorni scorsi - ha chiesto a Gino Strada che cosa stanno facendo le Ong in questi giorni di emergenza e la sua risposta è stata: "In questo momento c'è chi fa e c'è chi parla.

Chi fa cerca di aiutare, chi parla spesso lo fa a sproposito, specie se è un giornalista che potrebbe telefonare e chiedere. Mi pare una polemica e una campagna di odio contro le Ong senza senso. Comunque noi con l'Associazione nazionale Alpini e la Protezione civile stiamo per aprire un nuovo ospedale proprio per questa emergenza, con 140 posti letto che dovrebbe aprire sabato prossimo e che poi verrà gestito da Emergency. Questo è un aiuto che vogliamo dare in un periodo difficile. Noi abbiamo basato i nostri suggerimenti sull'esperienza maturata nella lotta all'ebola, visto che siamo stati fra i pochi a essere attivi su quell'emergenza".

Poi Gino Strada ha proseguito: "Viviamo in un mondo carico di dolore, in cui 1 miliardo di persone soffre la fame e centinaia di milioni di persone sono in guerra.

Il mio pensiero va poi all'Africa dove stanno cominciando i primi casi di Covid-19, se dovesse scatenarsi la pandemia in Africa dove le strutture sanitarie sono carenti, sarebbe un disastro. Poi penso a tutte le categorie a rischio. Noi ci stiamo preoccupando di distribuire farmaci e alimentari, ma dobbiamo pensare anche ai senzatetto che poi la sera vanno a dormire tutti ammassati.

Noi stiamo intervenendo in 36 centri per l'accoglienza, anche insegnando le norme igieniche in luoghi in cui il contagio è più facile rispetto alle case".

Gino Strada: 'Nelle regioni dove si è disinvestito nella sanità pubblica la mortalità è più alta'

Il fondatore di Emergency ha poi parlato delle 'lezioni' che l'intera società di oggi dovrebbe trarre da questa crisi sanitaria: "A un prezzo alto ma ne usciremo, ma dovremo farlo imparando delle cose.

Quella più importante è capire che la sanità e il curare le persone è un dovere preciso dello Stato, questo può farlo solo la sanità pubblica e gratuita. Non a caso nelle regioni in cui si è investito nella sanità privata e si è disinvestito nella sanità pubblica ci troviamo di fronte anche alla mortalità più alta. La sanità privata non ha senso perché non si può fare profitto sulla sofferenza degli altri. Sarebbe come se legittimassimo l'andare porta a porta a vendere le mascherine a 200 euro. E' immorale. Dobbiamo capire che serve recuperare un'etica sociale individuale e sul piano delle istituzioni. Quando tutto questo sarà finito non si potrà ricominciare come prima".

'La politica stia zitta se non sa cosa dire, dare sanità e scuola ai privati è gesto suicida'

Gino Strada ha poi concluso dicendo: "In questo periodo si sente troppa gente parlare senza avere alcuna cognizione di causa, c'è chi oggi dice una cosa e l'indomani dice il contrario. Oddio, a questo in Politica ci siamo abituati da molto tempo. Ma qui siamo di fronte a una cosa seria, con migliaia di morti. Il primo dovere della politica è di stare zitti se non si sa cosa dire e non invece di cercare il presenzialismo a tutti i costi. La sanità, come la scuola e il lavoro, sono i pilastri della società: dare queste cose in mano ai privati credo che sia un gesto suicida".

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