Non siamo che all'inizio di una lunga fase di transizione, ma la situazione va migliorando, e se i contagi continuano a calare, sarà possibile andare al mare. A condizione, però, di portare con sé e indossare mascherine. La previsione è del virologo Massimo Clementi, professore ordinario al San Raffaele di Milano.

L'esperto, interpellato dal quotidiano La Stampa, ritiene che quest'estate non andrà del tutto persa a causa del Coronavirus. Chi potrà concedersi una vacanza dopo il lungo isolamento, dovrà farlo in sicurezza e rispettando regole ferree.

Dopo lo tsunami coronavirus che il nostro Paese sta tuttora contrastando, nulla sarà più come prima, le nostre abitudini cambieranno.

I dispositivi di protezione, dunque, sembrano destinati a diventare un accessorio fondamentale del guardaroba, anche in spiaggia.

Mascherine al mare, il parere del virologo

Il nostro equipaggiamento da spiaggia, d'ora in poi, potrebbe avere un elemento in più. Non solo ombrellone, teli da mare, creme solari e maschera da sub, ma probabilmente anche mascherine. Il virologo Clementi ritiene che, se indossate, possono proteggere e fermare il contagio.

Dunque, nel cambio di abitudini collettive che quasi certamente imporrà l'epidemia da coronavirus, dovrebbe rientrare anche un nuovo modo di stare in spiaggia, a due metri di distanza circa gli uni dagli altri. Con l'arrivo della bella stagione, secondo lo specialista, avremo alle spalle un'esperienza importante che ci consentirà di avere una nuova consapevolezza.

L'estate sarà vivibile grazie al calo consistente dei contagi e al fattore caldo che influisce, come per tutti i coronavirus, ad indebolirne l'azione nel tempo.

L'esperto però è preoccupato dagli asintomatici: bisognerebbe accertarsi che non siano più vettori del virus per scongiurare una possibile ricaduta.

Una seconda ondata, come accaduto in precedenti epidemie, potrebbe essere più grave. Forse a settembre, secondo il virologo, "torneremo a vivere come prima", purché le restrizioni siano allentate con prudenza.

Le riaperture dovranno essere graduali, gli ultimi ad essere nuovamente accessibili quasi certamente saranno cinema, ristoranti e locali.

Per baci e abbracci, invece, bisognerà aspettare molto più tempo: quando il virus - ad altissimo livello di contagiosità - potrà dirsi scomparso.

Mascherine, finora nessun obbligo nazionale di indossarle

Finora, anche in previsione dell'avvio della "Fase 2" dell'emergenza, sia il Ministero della Salute che l'Organizzazione mondiale della Sanità non hanno previsto l'obbligo di indossare mascherine. Hanno raccomandato di indossarle se contagiati, se si sospetta di aver contratto il coronavirus, se sono presenti sintomi quali tosse o starnuti, se ci si prende cura di una persona con sospetta infezione.

Invece, dopo un susseguirsi di pareri contrastanti, ormai quasi la totalità degli esperti concorda sul fatto che tutti debbano usarle ogni volta che si esca di casa, e quando ci si trovi a contatto con altre persone.

Gli stessi specialisti dicono che alla riapertura delle attività sarà buona norma indossarle, oltre a continuare a rispettare la distanza tra le persone di almeno un metro. I dispositivi di sicurezza, infatti, fanno da barriera alle goccioline emesse da naso e bocca, fonte di contagio, proteggono chi le indossa e le persone attorno. Non c'è motivo, invece, d'indossare la mascherina se si è alla guida dell'auto da soli, o se si cammina all'aperto, sempre in solitudine.

Per il resto, la situazione italiana varia da regione a regione. La Lombardia ha approvato un'ordinanza che obbliga chi esce di casa a indossare la mascherina o, in alternativa, un foulard, una sciarpa che coprano naso e bocca.

In Valle d'Aosta e Toscana le protezioni per il viso sono obbligatorie per andare al supermercato. In Emilia Romagna e Marche, per ora, non ci sono obblighi. Regioni come Sicilia e Campania non hanno ancora dato disposizioni in tal senso, ma sembrano orientate a renderle obbligatorie.

In arrivo 650 milioni di mascherine

Nelle prossime settimane l'Italia potrà contare sull'arrivo di 650 milioni di mascherine per far fronte all'attuale carenza. L'ha annunciato ieri, 7 aprile, Domenico Arcuri, commissario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere per l'emergenza coronavirus, durante la conferenza stampa della Protezione Civile.

Nelle ultime ore sono state consegnate 4,8 milioni di mascherine, e nei prossimi giorni arriveranno 17 voli cargo con scorte ulteriori.

Tutte saranno distribuite nelle strutture sanitarie italiane impegnate nella lotta al virus, ma non ai cittadini. "Se alcune Regioni legittimamente decidono che anche i cittadini devono indossarle, devono occuparsi da sole di procurarsele", ha chiarito Arcuri.

Sono già arrivate 479 domande da parte di aziende che hanno deciso di produrre dispositivi sanitari di protezione, o di riconvertire la produzione. In merito alla segnalazione di mascherine vendute a prezzi esorbitanti, Arcuri ha invitato i cittadini a denunciare speculazioni insopportabili: "Nemmeno una delle segnalazioni ricevute o che riceveremo è rimasta o rimarrà inevasa. Le forze dell'ordine sono già intervenute e continueranno a farlo".

Nelle prossime settimane, invece, si valuterà se sarà necessario introdurre un prezzo amministrato.

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