Il Festival di Sanremo del 2021, in programma tra quasi un anno, potrebbe essere a rischio. Questo emerge dalle dichiarazioni rese dal patron del Teatro Ariston, Walter Vacchino, rilasciate ai microfoni di Sarenmo News. L'incertezza derivante dall'emergenza sanitaria derivante dal Coronavirus potrebbe rendere impossibile un'edizione del Festival della Canzone Italiana con le caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto. Ipotesi che potrebbe indurre l'organizzazione a spostare la data.

A lungo l'obiettivo sarà evitare grandi assembramenti di persone

Il Festival di Sanremo rientra nella stessa gamma di spettacoli delle grandi manifestazioni sportive, i concerti e le rassegne teatrali.

Nella valutazione dei rischi vengono presi in considerazione come eventi con grandi assembramenti di persone. Al momento, anche nell'ottica di una potenziale fase 2, si punta ad evitare di arrivare ad avere tanti individui in un luogo così circoscritto. Concerti, cinema e teatri rappresentano quelle che, con buona probabilità saranno le ultime attività ad avere l'autorizzazione alla riapertura da parte del comitato tecnico-scientifico. Non è perciò totalmente inimmaginabile che la necessità di evitare manifestazioni di un certo tipo possa essere attuale anche nel prossimo febbraio.

Sanremo punterà sulla sicurezza di tutti

Lo stesso Walter Vacchino sottolinea come già adesso si stia riflettendo sul da farsi.

"Serve - ha detto - un'ampia riflessione". Il Festival di Sanremo prevede una consuetudine fatta di tanto pubblico. Qualora la cosa dovesse essere resa impossibile, si potrebbero valutare altre soluzioni. "Può essere - ha evidenziato il patron dell'Ariston - che si pensi di spostarlo in avanti di uno o due mesi".

L'obiettivo è far sì che le condizioni di sicurezza, in ottica contagio, siano ottimali e senza rischi per tutti protagonisti, dagli artisti agli addetti ai lavori. Il Festival di Sanremo è infatti uno spettacolo che si caratterizza non solo per essere la più importante competizione della musica italiana, ma anche per essere un evento che genera un indotto importante sia sul fronte occupazionale ed economico.

Al momento, tra l'altro, la Rai non ha ancora avviato la macchina organizzativa che dovrà andare a delineare le strategie per l'edizione 2021. Le parole del patron del Teatro Ariston confermano però che i tempi potrebbero dilatarsi in funzione delle stringenti necessità derivanti dal coronavirus. Non resta che attendere per capire cosa accadrà nelle prossime settimane.

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