L'azienda Enel comunica che a partire da giorno 1 gennaio 2021 chiuderà il gruppo 2 della centrale termoelettrica di Cerano, sulla costa sud brindisina. Si tratta di uno stop che giunge anche in anticipo rispetto a quanto previsto: nella centrale, intitolata a Federico II di Svevia, ci sono ben quattro gruppi produttivi: quello di Cerano è uno degli impianti di produzione di energia elettrica più grandi in Europa. Nelle scorse ore il Ministero per lo Sviluppo Economico ha accolto la richiesta di Enel riguardo allo stop del gruppo 2, dando quindi parere positivo.

La centrale in futuro funzionerà completamente a gas

Il blocco del primo dei quattro gruppi produttivi è una scelta coerente con la strategia di decarbonizzazione intrapresa da Enel a livello nazionale. Il colosso dell'energia elettrica punta infatti entro il 2025 alla riconversione dell'intero impianto in gas: la cosa potrà essere fatta spegnendo in tempi diversi tutti i gruppi produttivi dopo aver messo comunque in sicurezza l'intera rete di smistamento dell'elettricità sul territorio locale e nazionale.

L'azienda comunica inoltre che sempre nel polo produttivo di Brindisi si installerà un impianto fotovoltaico. "La chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale Federico II di Brindisi rientra nell’impegno di Enel per la transizione energetica verso un modello sempre più sostenibile" - così spiega in un comunicato l'azienda.

Nel 2019, la capacità installata di Enel da fonti rinnovabili ha superato per la prima volta nella propria storia quella proveniente da fonti termoelettriche: nei primi tre mesi del 2020 la produzione di energia elettrica a impatto zero per l'Ambiente ha così raggiunto il 64% della generazione totale del Gruppo.

Phase out del carbone entro il 2030 a livello globale

Nel frattempo l'azienda si è posta degli obiettivi a lungo termine. Entro il 2025 sarà completata la prima parte del progetto di decarbonizzazione, poi nel 2030 si prevede la completa phase out di questo processo. Per allora tutte le centrali di Enel dovrebbero funzionare con fonti rinnovabili. Si tratta di una notizia positiva per il territorio, che è stata accolta con favore anche dagli abitanti dei comuni limitrofi alla centrale, accusata spesso di provocare l'inquinamento dei terreni circostanti e dell'aria. La centrale Enel Federico II è una centrale termoelettrica a carbone con una capacità totale di 2640 MW installati e si estende su una superficie di 270 ettari lungo la costa sud di Brindisi, al confine con il territorio ricadente nella giurisdizione di San Pietro Vernotico, una delle cittadine più vicine al luogo in cui ha sede la centrale.

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