Un autista che lavora sui bus delle ferrovie del Gargano è stato preso a calci da un gruppo di persone nella mattinata di ieri, domenica 7 giugno. L'uomo stava eseguendo la tratta Foggia - Manfredonia delle ore 7:25 e si è fermato al terminal per caricare i passeggeri. Alla fermata ne ha trovati un centinaio: tutti, senza mascherina, volevano salire sul bus diretto nella nota località marittima. Nel rispetto delle norme per contrastare la pandemia da coronavirus, l'autista del mezzo ha fatto loro presente potevano salire sul bus solo 23 persone e che dovevano indossare obbligatoriamente la mascherina per tutto il tragitto.

Alcuni di loro però non hanno voluto sentire ragioni e nel giro di pochi secondi il professionista è stato aggredito.

Sul posto intervenute le forze dell'ordine

Sul luogo del fatto di cronaca sono intervenute le forze dell'ordine, che hanno riportato la situazione alla normalità. L'aggressione è scattata quando l'uomo ha aperto le porte del bus dopo aver sentito del sonori colpi sulla carrozzeria del mezzo. In quel momento le persone sono riuscite a tirare l'uomo fuori dall'abitacolo e hanno iniziato a picchiarlo. Secondo quanto scrive Foggia Today, che cita l'intervento del comunicato Faisa Cisal, l'autista si è comportato con grande senso del dovere. Nonostante i colpi ricevuti gli abbiano provocato delle escoriazione, l'uomo, le cui generalità non sono state rese note per motivi di privacy, ha continuato a lavorare portando a termine la corsa e giungendo a Manfredonia.

Solo dopo aver terminato il suo dovere si è recato al pronto soccorso per le cure del caso e ai sanitari ha spiegato che cosa era successo poco prima.

Faisa Cisal: 'Gesto di delinquenza oltre ogni immaginazione'

Per il professionista non ci sono state ulteriori gravi conseguenze fisiche, ma se il gruppo di persone avesse continuato ad infierire su di lui le cose, probabilmente, sarebbero state diverse.

Il sindacato Faisa Cisal parla di un "gesto di delinquenza che va oltre ogni immaginazione e come tale va trattato". Sempre l'associazione sindacale ricorda che i conducenti dei mezzi pubblici sono rimasti in prima linea in questo periodo di emergenza sanitaria, continuando a garantire la mobilità degli utenti, anche se con rigide regole finalizzate a contenere il contagio.

"Siamo solo all’inizio di una stagione balneare che si preannuncia ancora più complicata di quelle già passata", afferma Faisa Cisal nel suo comunicato inviato agli organi di stampa, con cui chiede alle autorità un impegno maggiore nella tutela dei lavoratori dei trasporti pubblici.