“Ti prego basta mi fa male": sarebbero queste le ultime, strazianti, parole pronunciate dal 23enne Marco Vannini poco prima di morire, la sera del 17 maggio 2015. A renderle note è stata, nella serata di ieri venerdì 26 giugno, "Quarto Grado", seguitissima trasmissione Mediaset in onda ogni settimana su Rete Quattro. L'audio è stato estrapolato durante la telefonata fatta da Antonio Ciontoli - padre della sua fidanzata - al 118.

Le ultime parole di Marco Vannini

Nella puntata di ieri sera, dall'eloquente titolo: "Se telefonando", Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero sono tornati sull'omicidio di Marco Vannini, uno dei casi di Cronaca Nera che più ha coinvolto l'opinione pubblica negli ultimi anni.

Dopo aver ripercorso la vicenda del giovane di Cerveteri (sul litorale di Roma) morto la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 a Ladispoli (nell'abitazione della fidanzata Martina Ciontoli) hanno fatto ascoltare, per la prima volta, un audio inedito ottenuto rielaborando la chiamata - già diffusa negli scorsi anni - fatta alla centrale del 118 da Antonio Ciontoli.

Nell'audio ripristinato si sentirebbe Marco, sofferente, lamentarsi: "Ti prego basta mi fa male, portami il telefono". "Dov'è il telefono, dammi il telefono" implora il giovane rivolgendosi a Martina e lamentando un dolore al braccio. "Basta, basta", invece, gli risponde la giovane. Il file è stato rielaborato dalla società "Emme team", formata da un gruppo di esperti italiani e statunitensi, che è riuscita a "pulire" l'audio della telefonata ripristinando, così, le frasi pronunciate da Marco poco prima di morire.

L'8 luglio comincerà il nuovo processo d'appello

Antonio Ciontoli, in primo grado era stato condannato a 14 anni per omicidio volontario, ma la Corte d’Appello di Roma ha disposto la derubricazione del reato ad omicidio colposo con colpa cosciente e ha ridotto la pena a cinque anni.

La Corte di Cassazione, lo scorso 7 febbraio, però, ha disposto l'annullamento della sentenza d'appello sull'omicidio di Marco Vannini.

Secondo i giudici, l'ex militare della Marina, ha sparato il colpo che ha ucciso il ragazzo mentre si trovava nella vasca da bagno, non chiamò immediatamente i soccorsi (mettendo così in atto una "condotta omissiva").

Questo ritardo avrebbe condannato a morte il 23enne arrivato al PIT di Ladispoli ormai in fin di vita.

Il nuovo processo, che vede imputato non solo Antonio Ciontoli, ma anche la moglie Maria e i due figli Federico e Martina, comincerà, davanti alla Seconda Sezione della Corte d'Assise d'Appello di Roma, mercoledì 8 luglio. Non è escluso, come sottolineato anche da TgCom24 che l'audio ripristinato della telefonata possa ulteriormente cambiare gli scenari.

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