I condomini dello stabile di via Trilussa, 12, a Quarto Oggiaro, quartiere della periferia nord-ovest di Milano, erano terrorizzati da Tommaso Libero Riva. Il trans 46enne con trascorsi da attore nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 giugno ha accoltellato a morte il vicino Giuseppe Alfredo Villa, pensionato 68enne, al culmine dell'ennesima lite per futili motivi.

Il delitto nel cuore della notte

Come riportato dalle pagine di Cronaca Nera dei quotidiani locali, il delitto si è consumato nel cuore della notte. Per cause ancora in fase di accertamento, tra Tommaso Libero Riva e Giuseppe Alfredo Villa è scoppiato l'ennesimo litigio.

Forse il pensionato - che occupava un appartamento al terzo piano della scala C - infastidito dai rumori provenienti dal piano di sotto, ha rimproverato il 46enne. Per tutta risposta, Riva, lo ha raggiunto e aggredito con un grosso coltello da cucina. Le urla dei due uomini, hanno svegliato la moglie e i vicini, che subito hanno dato l'allarme. Sul posto sono giunti i carabinieri di Quarto Oggiaro che hanno trovato il 68enne in un pozza di sangue. L'uomo, ex impiegato in una ditta di spedizioni di Como, è stato accompagnato al vicino Niguarda dove è arrivato già in arresto cardiaco e dove è morto poco dopo il ricovero.

Nel cortile del palazzo, invece, gli inquirenti hanno trovato Tommaso Libero Riva ancora sporco di sangue.

L'uomo si è fatto arrestare senza opporre resistenza. Il 46enne, che si faceva chiamare Bianca Dolce Miele, solo qualche mese fa aveva debuttato come attore. Era stato scelto, infatti, dal regista bergamasco Luca Ferri come protagonista del suo docu-film intitolato La casa dell’amore (recentemente presentato alla Berlinale 2020).

L'attore 46enne dava spesso in escandescenza

La notizia della tragica morte di Giuseppe Villa ha sconvolto l'intera palazzina di via Trilussa. L'uomo, viveva nell'appartamento al terzo piano con la moglie Franca ed era benvoluto da tutti.

Riva, invece, incuteva terrore ai condomini secondo quanto hanno dichiarato diverse persone del palazzo.

Le sue intemperanze, infatti, erano note a tutti. Nessuno, gli apriva mai la porta di casa, soprattutto quando era in "preda alle follie".

L'85enne Piero Brambilla, residente da anni nel condominio, ha dichiarato a Il Giorno: "Solo una volta gli ho aperto la porta di casa, ma era giorno e con lui c'era un fabbro che aveva bisogno della corrente per potergli cambiare la serratura di casa. Se nel cuore della notte Riva mi avesse citofonato lo avrei ignorato". L'uomo ha poi aggiunto: "Lo conosco da quando è nato, aveva l'animo buono, ma si è rovinato con la droga ed è rimasto schiacciato dalle sue fragilità". Il pensionato, come altri vicini, l'altra notte ha sentito Tommaso urlare, ma non gli ha dato peso in quanto accadeva frequentemente che l'uomo "desse di matto".

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