Le madri del 16enne Flavio Presuttari e del 15enne Gianluca Alonzi, deceduti la notte del 6 luglio nel sonno dopo aver assunto delle sostanze stupefacenti, si sono sfogate con delle parole forti riportate oggi dal quotidiano Avvenire. Silvia Jacaroni, la mamma di Flavio e Maria Luisa Peralta, madre di Gianluca, avevano dato l'ultima buonanotte ai loro ragazzi prima che si mettessero il pigiama e si infilassero nel loro letto, per poi trovarli lì privi di vita quella tragica mattina del 7 luglio. "Mentre lo abbracciavo fuoriusciva del sangue dal setto nasale e dalla bocca - ha raccontato la madre Silvia Jacaroni, di professione medico - Ciò dimostra che mio figlio era scoagulato e questo è un effetto che non può essere provocato dal metadone".

Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, i ragazzi volevano acquistare della codeina, mentre il pusher ha dato loro una boccettina di metadone diluito con acqua. Le analisi tossicologiche saranno pronte entro sabato, ma la madre di Flavio ritiene che i due adolescenti siano stati "ingannati", forse per eliminare dalla comitiva di Largo Mezzetti suo figlio e Gianluca proprio perché "contrari alla circolazione degli stupefacenti". Anche un coetaneo dei due ieri nel giorno dei funerali ha affermato che i suoi amici siano stati tratti in inganno: "Quello (Aldo Maria Romboli) si intrometteva spesso nella nostra comitiva con la scusa della musica rap e provava a conquistare la nostra fiducia. Poi alla fine ha fatto morire i nostri amici per una stupidata: sicuri di acquistare della codeina, hanno invece assunto quella schifezza che gli ha fatto subito male.

Lui invece si è eclissato".

La madre di Gianluca ha perdonato il pusher

Anche Maria Luisa Peralta è ancora sconvolta, ma pensando al pusher Aldo Maria Romboli accusato di aver venduto ai giovani la sostanza che gli è costata la vita, ha dichiarato in lacrime: "Da cristiana, io lo perdono". La stessa ha sottolineato che anche suo figlio Gianluca era fortemente cristiano, rievocando quanto fosse fiero di portare la candela durante le celebrazioni religiose "che affermava, illumina tutto il mondo, in quanto il suo fumo porta via i peccati".

Silvia Jacaroni, invece, ha spiegato che suo figlio Flavio non parlava tanto della sua fede, però qualche giorno prima del tragico evento le aveva detto di "aver smarrito la medaglia miracolosa che indossa tutta la famiglia".

Il problema della droga in città

Due famiglie distrutte dalla piaga nascosta che avvolge la città di Terni, che nell'ultimo periodo è ai primi posti nelle classifiche delle morti per droga, soprattutto tra i giovanissimi.

Il procuratore di Terni, Antonio Liguori pensa che la responsabilità di questo fenomeno non sia dei genitori dei ragazzi, ma "collettiva". Infatti gli adolescenti sono diventati esperti nel riconoscere i malesseri derivanti dall'assunzione delle droghe, come gli amici di comitiva di Flavio e Gianluca, che sapevano perfettamente che il vomito di colore violaceo è provocato dalla codeina, mentre quello biancastro è tipico del metadone. Ma Silvia Jacaroni è ancora scettica in merito alla causa della morte dei due adolescenti: "Non si perde la vita per overdose se non sei drogato, a meno che non ti facciano morire".

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