"Mia moglie non ha ucciso nostro figlio e non si è suicidata". Venerdì sera, ospite a Quarto Grado, Daniele Mondello ha ribadito la verità che ha sempre sostenuto dall'inizio del caso di Caronia, giallo senza precedenti forse destinato a restare irrisolto perché l'inchiesta pare essere ferma.

Sono trascorsi oltre due mesi dalla tragedia che ha coinvolto sua moglie Viviana Parisi, dj torinese di 43 anni, e il figlio Gioele di quattro anni. Il 3 agosto scorso, la mamma con il bambino abbandonano l'auto guidata dalla donna dopo un incidente sull'autostrada A20 e scompaiono nei boschi di Caronia, in provincia di Messina.

A distanza di 11 giorni l'uno dall'altro, avviene il tragico ritrovamento dei resti dei loro corpi, prima di quello della mamma ai piedi di un traliccio dell'Enel, poi del figlio a circa 800 metri di distanza. Daniele Mondello non ha mai creduto alla tesi che Viviana si sarebbe tolta la vita dopo aver ucciso il piccolo e, nelle sue apparizioni pubbliche, continua a difendere la memoria della moglie.

Daniele Mondello: 'Mia moglie è stata uccisa'

Nell'ultima puntata di Quarto Grado, Daniele Mondello è stato ancora ospite di Gianluigi Nuzzi in collegamento dallo studio di registrazione della sua casa di Venetico, in provincia di Messina. È lo stesso studio nel quale Daniele, anche lui dj, trascorreva molte ore della giornata con la moglie Viviana per ideare e registrare insieme nuovi brani musicali.

Venerdì sera accanto a lui c'era il suocero, Gino Parisi, come lui in prima linea per contrastare ipotesi e teorie sulla fine dei loro congiunti ritenute completamente false.

Intervistato da Nuzzi, Daniele Mondello ha riaffermato la sua certezza: “Mia moglie Viviana è stata uccisa perché testimone scomoda della morte di nostro figlio Gioele, aggredito dai cani”.

Secondo Mondello, se non fosse successo l'incidente in galleria, Viviana sarebbe tornata a casa perché quella mattina del 3 agosto, prima di uscire di casa con il bambino, aveva già preparato il pranzo. "Una che si vuole ammazzare non si mette a cucinare", ha detto. L'uomo non ha mai creduto neanche all'ipotesi della caduta accidentale di Viviana dal traliccio e ha ribadito che non sono state trovate impronte.

Daniele Mondello, le sue accuse

Daniele Mondello ha manifestato la sua comprensibile rabbia per essere diventato bersaglio di hater mentre viveva una duplice tragedia. Ha puntato il dito contro tutti i punti oscuri dell'indagine che sembrerebbe essersi arenata, malgrado il pool di oltre 15 consulenti, tra cui medici legali, geologi, zoologi, etologi, esperti di insetti e larve, psichiatri, chiamati dalla procura di Patti a dare una risposta alle troppe domande irrisolte. Per Mondello, ricerche e indagini si sono indirizzate verso "l’obiettivo sbagliato", cioè lui stesso, trattenuto dalla polizia il giorno della scomparsa di moglie e figlio, senza possibilità di andarli a cercare, sottoposto a perquisizioni sul suo computer che gli è stato appena restituito, sul tablet del bimbo e sul cellulare della donna.

“Perdono tempo, devono tornare a Caronia, non qua che controllano ancora me”, ha protestato Mondello.

Alla sua protesta si è aggiunta quella di papà Gino: "Hanno sbagliato tutto dall'inizio, le ricerche, e adesso non hanno niente in mano, non hanno le prove", ha detto il suocero, anche lui convinto che sua figlia sia stata uccisa dopo un'aggressione da parte di cani. "Avrebbe dato la vita per difendere suo figlio", ha detto Gino. Per Daniele, è grave che non sia stato chiamato subito il 112, e che il furgone degli operai con cui Viviana ha avuto l'incidente in galleria sia stato sequestrato dopo 20 giorni quando era già stato riparato da un carrozziere, mentre la sua auto è stata sequestrata subito.

Infine, Daniele è sicuro che quella mattina Viviana non si fosse allontanata per scappare, ma aveva cambiato itinerario per andare alla Piramide della Luce.

Daniele Mondello, gli avvocati: 'Vogliamo la verità'

C'è il massimo riserbo sui nuovi indizi trovati su richiesta degli avvocati della famiglia, Claudio Mondello e Pietro Venuti. Si tratta di accertamenti irripetibili sui quali i legali presenteranno una memoria in Procura. L'ipotesi dell'omicidio-suicidio, a questo punto, secondo i difensori sarebbe ormai superata. Mondello e Venuti ritengono plausibile l'ipotesi che Gioele possa essere stato aggredito da cani e che sua mamma sia stata uccisa dopo aver visto morire il figlio. Il fatto che in alcuni casolari nelle campagne di Caronia non siano state trovate impronte o tracce biologiche di Viviana e del bambino, attesterebbe per i legali che l'esame è stato eseguito con troppo riardo.

I legali chiedono la verità: "Abbiamo chiesto altri esami e altre risultanze e aspettiamo di conoscere la dinamica dell’incidente, in questa storia ci sono troppe incongruenze".

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