Anche Matteo Bassetti si dice favorevole alla vaccinazione obbligatoria contro il Coronavirus, ma solo nel caso in cui la percentuale di cittadini italiani che decidesse di vaccinarsi fosse troppo bassa rispetto a quella degli altri Paesi europei.

Intervistato da virgilio.it per presentare il suo ultimo libro, il responsabile del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova aggiunge anche che, a suo parere, chi deciderà di non vaccinarsi dovrebbe anche subire una limitazione di alcune sue azioni. Ad esempio, l’impossibilità di entrare in determinati locali pubblici.

Matteo Bassetti parla di emergenza coronavirus

Intervistato da virgilio.it, Matteo Bassetti parla del suo ultimo libro appena pubblicato, dal titolo ‘Una lezione da non dimenticare’, dove ripercorre questi mesi caratterizzati dall’emergenza coronavirus. Bassetti racconta che l’idea di scriverlo è nata nell’aprile scorso “dopo i primi due mesi di pandemia vissuti in maniera emergenziale”. Lo scopo dell’infettivologo è quello di raccontare quanto accaduto negli ospedali italiani durante la prima ondata della pandemia. Un libro che, finito di scrivere alla metà di agosto, avrebbe persino anticipato quanto sarebbe poi accaduto durante la seconda ondata dove è emersa la “fragilità” del nostro sistema. Non quello “sanitario”, come si potrebbe pensare, ma quello “politico”, specifica Bassetti.

L’emergenza della prima ondata sarebbe stata infatti affrontata “bene”, mentre durante la seconda ondata starebbe mancando totalmente la “programmazione”.

Bassetti: ‘In Italia troppe persone contrarie ai vaccini’

Dopo aver precisato che, a suo modo di vedere, la gestione dell’emergenza avrebbe dovuta essere subito accentrata nelle mani dello Stato, con meno competenze lasciate alle Regioni, Matteo Bassetti risponde ad alcune domande sulla questione vaccino.

Secondo lui la vaccinazione sarà un “problema”, visto che la “componente scettica è anche più influente di quanto si pensi”. Insomma, secondo Bassetti in Italia ci sarebbero “troppe persone contrarie ai vaccini che vedono le vaccinazioni come strumenti di imposizione e di arricchimento da parte dell’industria farmaceutica”.

‘Bisognerà intervenire con l’obbligatorietà’

Opinioni alimentate da alcune forze politiche, accusa il medico, il quale sottolinea poi che una buona parte di italiani “osteggia la scienza e la medicina”. Per questo Bassetti teme che nei mesi di maggio e giugno l’Italia potrebbe avere una percentuale di persone vaccinate tra il 40 e il 50%, a fronte di circa il 70% degli altri Paesi europei. L’infettivologo genovese non nega certo la possibilità di scegliere se vaccinarsi o meno. Ma, aggiunge, “se i numeri saranno questi allora reputo che bisognerà intervenire con l’obbligatorietà o limitando alcune azioni per coloro che scelgono di non vaccinarsi”. La colpa della diffidenza degli italiani nei confronti dei vaccini, conclude, sarebbe da attribuire all’arretramento culturale del Paese, “alla troppa televisione e ai troppi social network”.

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