Salvatore Parolisi è un detenuto modello e da tre anni ha una relazione sentimentale. Indiscrezioni di stampa riportate da Fanpage.it svelano nuovi particolari sull'ex Caporal maggiore dell'Esercito che sta scontando nel carcere milanese di Bollate la condanna definitiva a 20 anni di reclusione per l'omicidio della moglie Melania Rea a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, avvenuto nel 2011. A quasi 10 anni dal delitto, un passo dopo l'altro, Parolisi starebbe cercando di voltare pagina dedicandosi a costruire la sua nuova vita fatta di lavoro, studio, e un legame che andrebbe avanti da qualche anno.

Parolisi, in carcere progetta il futuro

Salvatore Parolisi, l'ex militare originario di Frattamaggiore, Napoli, oggi è un uomo di 42 anni che non si sente affatto finito. Scontata quasi metà della pena, si dedica ad accorciare i tempi della sua detenzione. Nella casa circondariale di Bollate, struttura all’avanguardia per iniziative volte al reinserimento dei detenuti nella società, partecipa a un programma di recupero e si distingue per la condotta esemplare. In carcere lavora come centralinista, ma può allontanarsi per motivi di studio. Parolisi, infatti, dopo essersi diplomato perito agrario durante la detenzione, si è iscritto a Milano alla facoltà di giurisprudenza che potrebbe frequentare usufruendo di permessi premio.

Il suo obiettivo sarebbe quello di diventare a tal punto esperto di diritto da poter un domani approntare la sua difesa e dimostrare l'innocenza che ha sempre proclamato.

Secondo quanto prevede la legge, potrebbe lasciare il carcere, per motivi di studio o professionali, per un tempo che può andare da un'ora fino a 15 giorni consecutivi, purché non superi i complessivi 45 giorni l'anno.

Unico impedimento, al momento, è l'emergenza Covid che impedisce di accedere ad atenei come ad altri luoghi. Intanto, secondo quanto svelato dal settimanale 'Giallo', Parolisi prosegue la relazione con una coetanea che lo va a trovare in carcere regolarmente. Archiviata dunque la vicenda coniugale, l’ex Caporale del 235 esimo Reggimento Addestramento volontari Piceno, si starebbe consolando con un'altra donna.

La storia andrebbe avanti già da tre anni, cioè da quando il militare era recluso nel carcere di Pavia.

Parolisi, la condanna

Nel 2015, la Suprema Corte ha riconosciuto Salvatore Parolisi colpevole dell'omicidio della moglie. La Cassazione ha confermato la condanna di secondo grado riducendola però da 30 a 20 anni, non avendo ammesso l'aggravante della crudeltà. Secondo il convincimento dei giudici, infatti, l'omicidio di Melania Rea non sarebbe stato premeditato. Sarebbe stato commesso con 'dolo d'impeto': Parolisi avrebbe cioè agito d'impulso al culmine di una lite con la moglie che da tempo aveva scoperto la sua infedeltà. Salvatore Parolisi, che era istruttore delle reclute femminili al 235 esimo Reggimento piceno, aveva infatti una relazione extraconiugale con un'allieva di 25 anni, Ludovica.

Melania aveva affrontato anche la rivale, ma non voleva separarsi. Per i giudici avrebbe messo in una 'strettoia emotiva' Parolisi minacciando sia lui che l'amante di 'rovinarli' con le sue conoscenze nel mondo militare. Lui, intanto, annunciava all'amante di essere sul punto di separarsi per avviare una nuova vita con lei. Forse in vista di una riconciliazione, il 18 aprile del 2011 Melania accettò di andare con il marito e la figlia Vittoria di appena 18 mesi, a fare una passeggiata nei boschi delle Casermette di Ripe di Civitella, in località Colle San Marco. Lei aveva 33 anni. Parolisi conosceva bene i boschi dove tu trovato il corpo senza vita della moglie per averli frequentati più volte nel corso di esercitazioni militari.

In quello scenario la uccise con 35 coltellate, per poi sfregiarla con una siringa nel tentativo di simulare un'aggressione da parte di un tossicodipendente. Quattro mesi dopo, Salvatore Parolisi fu arrestato: da allora, si è sempre proclamato innocente. All’ex militare degradato dall'Esercito, il Tribunale dei minori ha revocato la podestà genitoriale: la figlia, che oggi ha 11 anni, vive con i nonni materni.

Parolisi, per un criminologo sarebbe innocente

"Perché sul luogo del delitto non sono mai state rilevate tracce di Parolisi? Credo esista un'elevata probabilità che Parolisi sia innocente e che il colpevole sia all'interno di un team femminile'': su cosa sia accaduto in quel bosco dove il corpo di Melania fu trovato senza vita, il criminologo Carmelo Lavorino - intervistato da Il Giornale - ha fornito una tesi alternativa ritenendo l'ex militare innocente.

Categorica la replica dell'avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea: ''Non c'è nulla da chiarire su questa vicenda, nessun mistero. C'è una sentenza che condanna in via definitiva Parolisi''.

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