Matteo Bassetti è tornato a parlare di Coronavirus. Lo ha fatto da ospite di Nicola Porro e della trasmissione Quarta Repubblica, in onda su Rete 4. Nella circostanza è tornato a segnalare la necessità che, complici anche le difficoltà legate alle distribuzione, potrebbe essere arrivato il momento di predisporre un piano di vaccinazione finalizzato ad individuare le fasce di fragilità nella popolazione. Nella circostanza ha, inoltre, manifestato perplessità rispetto alla possibilità di scegliere le vie legali verso possibili inadempienze legate ai ritardi nella consegna dei vaccini da parte di alcuni colossi.

Distribuzione vaccino, Bassetti parla di 'fasce di fragilità'

Già nelle scorse settimane Bassetti non era convinto del fatto che si potesse mantenere fede ai numeri sulla vaccinazione previsti nei primi mesi del 2021. Non a caso aveva anticipato l'esigenze di mettere in campo una strategia alternativa. "Prendere in considerazione il piano B .- ha evidenziato - sarebbe già una buona cosa. Ho detto più volte che le fasce d'età vanno bene fino a un certo punto". "Abbiamo - ha aggiunto - settantacinquenni che sono molto in forma e se fanno il Covid quasi non se ne accorgono. Abbiamo cinquantenni trapianti, immunodepressi, diabetici, obesi che se fanno il Covid possono rischiare di morire e avere conseguenze. Questo deve essere messo chiaramente tra la priorità".

Vaccino Covid, Bassetti dice di aprire ad alternative

Una possibile soluzione ulteriore sarebbe quella di aumentare il numero di vaccini tra quelli in distribuzione. "Dobbiamo provare - ha detto l'infettivologo - ad aprire anche noi ad altre possibilità". Una proposta basata sulla possibilità di prendere in considerazione candidati che in un primo momento non erano stati considerati.

"In questa situazione - ha detto Bassetti- credo che Ema, e credo ci sia il dossier sul tavolo, potrebbe prendere in considerazione il vaccino russo e magari dare una ponda ai russi per la produzione nel nostro Paese. Ci sono molti siti in Italia che potrebbero rendersi disponibili, questo vorrebbe dire allargare la possibilità di dare vaccino a tutti".

Coronavirus, Bassetti contro le azioni contro le multinazionali

Bassetti, inoltre, non condivide il clima di caccia alle streghe nei confronti dei colossi farmaceutici. Anche perché, al di là di complottismi vari, è dalle loro produzioni che dipende buona parte delle capacità dei medici di curare le malattie. "Sono le stesse - ha precisato Bassetti - che ci danno gli antibiotici, gli antitumorali, gli anticorpi monoclonali per curare tante malattie. Attenzione a mettersi si traverso con le grandi multinazionali perché poi il Covid finirà, ma ci sarà il resto".

Il medico ha ritenuto di sottolineare come se un'azione dovrà esserci per ritardi o altre criticità occorrerà che sia su base europea, anche perché al momento è lui stesso a sottolineare che nessun altro paese europeo si sia mosso.

"Eppure - ha precisato - facciamo tutto di uno stesso gruppo che ha fatto un certo tipo di contrattualizzazione"

"Occhio e attenzione - ha aggiunto - a mettersi contro le Big Pharma. Hanno il coltello dalla parte del manico. Oggi c'è un mercato nel mondo che ha sette miliardi di potenziali compratori. Mettersi contro, denunciando e arrivare alle vie legali bisogna vedere a cosa porta. Il nostro obiettivo non deve essere farci rimborsare, il nostro obiettivo è di avere i vaccini. Anche un po' più avanti ma ce li devono dare".

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