"L’errore è stato non fare nulla per mettere in sicurezza le persone anziane". Risponde così Matteo Bassetti quando gli si chiede perché, a distanza di diversi mesi dalla prima ondata di Coronavirus, si viva ancora una fase emergenziale. Lo fa nell'ambito di un'intervista rilasciata a Il Giornale d'Italia, rilanciata anche dai suoi profili social.

È un fatto noto che il coronavirus trovi nelle classi più anziane della popolazione terreno fertile per indurre severe sintomatologie e, in alcuni casi, anche la morte. Secondo Matteo Bassetti questo avrebbe dovuto, in un certo senso, generare provvedimenti più adeguati a questa consolidata evidenza.

"Mentre - ha precisato - abbiamo chiuso giovani in casa, in didattica a distanza limitando i contatti relazionali, le abitudini delle persone anziane non sono cambiate affatto".

Coronavirus, Bassetti parla di ciò che si sarebbe potuto fare

L'infettivologo ha perciò, inteso, chiarire alcuni aspetti del proprio pensiero. "Questo - ha precisato - non vuol dire che la soluzione sia chiudere gli anziani in casa, ma certamente si sarebbe potuto trovare il modo di differenziare orari e trasporti".

Bassetti ha posto l'esempio del fatto che i mezzi pubblici alle 7.30 sarebbe stato giusto che fossero stati dedicati a quanti li avrebbero usati per recarsi a lavoro e non per chi ha più di ottant'anni e magari deve spostarsi per altri motivi.

Allo stesso modo ha sostenuto l'idea secondo cui si sarebbe potuto fare in modo che al sabato mattino nei supermercati avessero accesso solo chi magari è libero da lavoro, mentre i pensionati avrebbero potuto scegliere un altro momento della settimana con meno possibilità di incontrare tante persone.

Bassetti definisce le proposte "una serie di cose importanti che non si sono mai volute fare, forse anche per una questione politica". Il tutto sottolineando come si sarebbe dovuto fare in modo di "limitare ulteriormente le visite dai nipoti dai nonni".

Bassetti dice che serve piano B per il vaccino contro il Covid in Italia

Le idee di Bassetti relative alle fasce più fragili si proiettano anche sulla campagna vaccinale.

L'infettivologo ha segnalato un certo scetticismo rispetto alla possibilità che entro l'autunno si possa arrivare a quaranta milioni di cittadini vaccinati, quota ritenuta giusta per arrivare all'immunità di gregge. Proprio per questo motivo ritiene che adesso sia arrivato il momento di pensare ad un piano B. Ossia "mettere in sicurezza solo le persone anziane e quelle fragili entro l'estate".

"In questo modo - ha evidenziato - non si parlerà del 70-80% di copertura vaccinale, ma di una copertura totale, cioè 100% id copertura vaccinale".

L'infettivologo ha, inoltre, segnalato la necessità di arrivare ad individuare immediatamente un modus operandi relativo ai soggetti fragili. "Sto parlando - ha precisato - degli immunodepressi, delle persone obese, degli Hiv positivi, persone con malattie renali, respiratorie e cardiache" .Categorie che, a parere di Bassetti , si sono trovate a dover pagare "un prezzo molto alto" da quando la fase pandemica ha iniziato ad avere corso.

Matteo Bassetti ha, inoltre, manifestato una certa tranquillità rispetto all'ipotesi che le mutazione rilevate del virus possano, in qualche modo, inficiare l'efficacia dei vaccini che si stanno somministrando.

Ha comunque segnalato l'ipotesi che l'eventuale concretizzazione di uno scenario negativo dove potesse emergere una variante in grado di rivelarsi resistente al vaccino, ci sarebbero i margini affinché la ricerca sia in grado di tararlo e modificarlo in maniera tale da continuare ad essere funzionante.

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