Dalle scorse ore circola la notizia dell’aggressione avvenuta ai danni di una coppia gay a seguito di un bacio presso la stazione di Valle Aurelia a Roma. Un fatto di cui gira anche un video sul web, sui giornali e nei tg.

L’episodio omofobo ha suscitato varie reazioni da parte delle forze politiche. Intanto si riaccende il dibattito sull’iter della legge contro l’omotransfobia, approvata alla Camera ma ferma al Senato.

L’aggressione dopo il bacio a Valle Aurelia

L’aggressione risale al 26 febbraio e, stando alle dichiarazioni dell’associazione per i diritti delle persone omosessuali, i fatti sono emersi soltanto ora ‘per agevolare l’iter legale’.

Il motivo scatenante sarebbe stato un bacio tra un attivista di Gaynet Roma e il suo compagno, a seguito del quale l’uomo avrebbe dato inizio all'aggressione.

In particolare l’uomo viene ripreso mentre sferra calci e pugni e su quelle immagini sta indagando la polizia.

Le reazioni degli esponenti politici: Letta dice 'basta'

Intanto dalla politica sono arrivate le prime reazioni. In un tweet Enrico Letta ha scritto: ‘L’impegno del Pd contro l’omofobia a favore del ddl Zan proseguirà con ancora maggiore determinazione. Basta!’

Roberto Calderoli della Lega ha replicato: ‘Totale solidarietà ai due ragazzi vittime di un’inaccettabile aggressione omofoba a Roma.

Ma detto questo io un istante dopo torno a pensare alla pandemia’.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in un post su facebook si è detta ‘scioccata davanti questa assurda e brutale violenza’.

Dal governo la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, e la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, hanno espresso la propria vicinanza alle vittime.

Così ha fatto anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Cosa prevede il ddl Zan

Il fatto accaduto a Roma ripropone l'attualità del ddl Zan, nato con l’obiettivo di proteggere persone omosessuali, donne e disabili dai cosiddetti reati d’odio.

La legge - se approvata - introdurrebbe la pena della reclusione per l’istigazione e la commissione di atti violenti e discriminatori, ferma restando la legittimità di convincimenti e opinioni riconducibili al ‘pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte’.

Essa inoltre istituirebbe il 17 maggio come "giornata nazionale contro l’omofobia" e assegnerebbe 4 milioni di euro l’anno ai centri anti-violenza.

La Camera ha approvato in prima lettura con scrutinio segreto il testo lo scorso 4 novembre, con 265 sì e 193 no. La proposta prende spunto da diverse iniziative di deputati di LeU, Pd, M5s ma anche Fi. La legge è ora ferma al Senato per le opposizioni di Lega e Fratelli d’Italia.

Forza Italia ha sostenuto il testo in Commissione Giustizia, ma alla fine ha scelto di allinearsi con Lega e FdI (ad eccezione di cinque deputati che hanno votato a favore). Secondo il centrodestra la legge introdurrebbe un reato d’opinione, tanto che i deputati di Fratelli d’Italia hanno protestato durante le votazioni indossando un bavaglio e gridando ‘libertà’.

Sulla scia degli ultimi avvenimenti di Roma, intanto, il senatore dem Alessandro Zan, relatore della proposta di legge, ha annunciato che ne richiederà subito la calendarizzazione al Senato.

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