Secondo le indagini effettuate dai carabinieri Mario Sedda, il 39enne di Porto Torres ritrovato senza vita in via Sassari lo scorso 1° aprile, avrebbe avuto un battibecco prima delle morte con una persona da lui conosciuta. L'uomo, un sessantenne con diversi precedenti penali, è stato iscritto dalla Procura nel registro degli indagati. Questo per permettere agli inquirenti - anche nel suo interesse - di sequestrare e analizzare una serie di reperti, come il telefono cellulare dell'uomo e i suoi vestiti, sui quali sarebbero state trovate tracce di sangue ora al vaglio degli specialisti dell'Arma.

Nelle indagini dei carabinieri sarebbero entrati anche altri due sospettati. Anche loro, persone ai margini della società, con le quali la vittima avrebbe avuto numerose frequentazioni e contatti in particolare qualche ora prima del delitto. Secondo alcune indiscrezioni l'omicidio sarebbe avvenuto durante una discussione, forse nata per un debito di denaro con l'aggressore, che avrebbe impugnato un coltello con la lama di ceramica. Durante il movimentato battibecco sarebbe partita una coltellata che avrebbe colpito Mario Sedda sotto il mento, dove il medico legale ha trovato una parte della lama di ceramica. Proprio per questo le indagini dei carabinieri sono ancora corso, in attesa anche dell'esito dell'autopsia che è stata eseguita dal medico legale Francesco Serra.

Omicidio volontario

Dopo la scoperta della lama di ceramica nel corpo senza vita di Mario Sedda, il pubblico ministero Angelo Beccu, titolare dell'inchiesta, ha deciso di indagare per l'ipotesi di omicidio volontario. Questo ha permesso agli inquirenti di effettuare i primi sequestri, in particolare quello del telefono cellulare del 60enne, sul quale ci potrebbero essere tracce che permetterebbero alle indagini di seguire la pista giusta.

L'indagato, per ora ancora a piede libero, è il principale sospettato ed ha comunque immediatamente respinto tutte le accuse della Procura. Tramite il suo legale, l'avvocato Claudio Mastrandrea, avrebbe detto infatti agli inquirenti di essere del tutto estraneo alla vicenda legata alla morte di Mario Sedda. L'uomo avrebbe anche ammesso di essere amico della vittima e di averlo incontrato di recente.

Ora sarà compito dei carabinieri del Ris, il reparto d'investigazioni scientifiche dell'Arma, verificare se in effetti le tracce trovate sugli abiti dell'uomo siano compatibili con il sangue della vittima. Anche se - spiegano gli inquirenti - se dovessero appartenere a Mario Sedda, questo non darebbe la certezza che l'uomo sia l'autore del brutale omicidio.

Le immagini delle telecamere

L'attenzione degli investigatori dei carabinieri si è subito concentrata sulle telecamere presenti lungo via Sassari, la strada dove lo scorso 1° aprile è stato trovato il corpo senza vita di Mario Sedda. Le immagini video – che sono state già acquisite dagli specialisti – sono piazzate in alto e proprio nella traiettoria del luogo dove sarebbe andato in scena il delitto.

I carabinieri stanno analizzando i filmati per capire anche con chi Mario Sedda abbia passato le ultime ore della sua vita. Le telecamere, anche se non è detto abbiano ripreso la scena del delitto, in quella posizione hanno comunque filmato più volte il passaggio di Mario Sedda. I militari, tra l'altro, hanno lanciato un appello: “Chiunque sappia qualcosa ci faccia sapere, anche in forma totalmente anonima”.

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