Fa molto discutere l’improvviso decesso del chirurgo Raffaele Sebastiani, 61 anni. Il medico, che prestava servizio presso l’unità ospedaliera di Chirurgia del Policlinico di Bari, martedì 21 dicembre ha trascorso una giornata di lavoro massacrante, come spesso accade agli operatori sanitari da due anni a questa parte, per via dell’emergenza dovuta alla pandemia di Coronavirus. In particolare il chirurgo è stato in servizio già dalle 8 alle 14: tuttavia, essendo ancora “reperibile”, ha continuato a eseguire interventi in sala operatoria per altre 12 ore.

Quindi è tornato a casa e si è messo a dormire, ma è deceduto nel sonno, probabilmente stroncato da un infarto, cha lo ha colpito al termine di un’interminabile giornata in ospedale. La notizia della scomparsa del professionista barese ha provocato sgomento e commozione in città, ma anche molte polemiche: infatti, in tanti hanno puntato il dito contro i turni di lavoro del medico, definiti “massacranti”, che potrebbero aver influito sul suo stato di salute.

Il medico chirurgo era noto per la sua disponibilità

Il chirurgo, che ha lasciato una moglie e due figlie, era molto stimato in città per la sua dedizione al lavoro: era sempre in prima linea se c’era da tentare di salvare una vita. Anche il giorno del suo decesso, dopo aver trascorso il turno della mattina nella sua unità, era rimasto disponibile, garantendo la sua reperibilità fino a notte fonda.

In particolare è stato impegnato a lungo in sala operatoria in seguito a una serie di urgenze relative a pazienti malati di Covid-19. Per altre 12 ore non si è mosso, con addosso tutti i dispositivi di sicurezza necessari in situazioni simili, comprese le tute di contenimento e le protezioni per il viso, che complicano ulteriormente il lavoro del personale sanitario.

Le polemiche dopo l’improvvisa scomparsa del chirurgo del Policlinico

A notte fonda il chirurgo 61enne, terminati gli interventi di emergenza, ha potuto lasciare il Policlinico: ai suoi collaboratori ha detto solamente che si sentiva molto stanco. Quindi è tornato a casa, dove si è addormentato per non risvegliarsi mai più. La notizia del decesso ha destato grande commozione tra gli operatori sanitari di Bari.

In molti sui social hanno parlato della tragedia, sottolineando le qualità del medico scomparso, sempre pronto ad aiutare gli altri. Ma col passare delle ore sono cresciute anche le polemiche da parte dei colleghi, soprattutto relativamente ai turni interminabili seguiti da quando gli ospedali sono sotto pressione per la pandemia.

I sindacati hanno chiesto accertamenti sulla scomparsa del chirurgo

In seguito alla tragica vicenda, i sindacati hanno deciso di chiedere accertamenti sui turni di lavoro seguiti al Policlinico, anche se fino a ora non è emerso alcun legame certo tra il decesso del chirurgo e le troppe ore passate a lavorare in sala operatoria. Anche l’azienda ospedaliera si è mossa, avviando una serie di verifiche interne per accertare eventuali responsabilità.