"Ho paura del genero di Beppe". A parlare ai microfoni di Pomeriggio Cinque è una vicina di casa di Giuseppe Pedrazzini, il 77enne ritrovato senza vita in un pozzo a Toano (nelle campagne di Reggio Emilia) mercoledì 11 maggio. Nei giorni scorsi erano stati fermati la moglie Marta Ghilardini, la figlia Silvia e il genero Riccardo Guida. Nella giornata di ieri, lunedì 16 maggio, però il gip Dario De Luca li ha scarcerati facendo cadere le accuse di concorso di omicidio e di sequestro di persona. Confermata invece, con obbligo di dimora e di firma, l'accusa di soppressione di cadavere.

Scarcerati i familiari di Giuseppe Pedrazzini

Barbara D'Urso, nella puntata di ieri di Pomeriggio Cinque ha dedicato ampio spazio alla morte di Giuseppe Pedrazzini e ha confermato che il Giudice per le indagini preliminari, nel corso dell'udienza di convalida, ha deciso di non confermare la misura restrittiva cautelare e ha rimesso in libertà la moglie, la figlia e il genero dell'anziano. Rigettando la richiesta avanzata dal pm Piera Cristina Giannusa, il gip De Luca ha spiegato di non di aver ravvisato indizi di colpevolezza. L'accusa di soppressione del corpo, invece è rimasta in quanto gli investigatori devono ancora comprendere come abbia fatto il 77enne a finire nella cisterna.

Nel corso della trasmissione, l'inviata Cristina Battista ha ricostruito il caso di di Cronaca Nera e ha puntualizzato che i vicini non vedevano Beppe dalla fine del mese di gennaio.

I suoi congiunti, a chiunque chiedeva notizie dell'uomo, rispondevano - senza fare entrare nessuno in casa - che il 77enne stava dormendo perché non si sentiva bene. Tuttavia, a un certo punto uno dei nipoti dell'uomo, ha deciso di sporgere denuncia. Così sono le iniziate le ricerche che si sono concluse mercoledì 11 quando i cani molecolari hanno portato i carabinieri fino al pozzo di famiglia - sito in località Cerrè Marabino, a Toano - dove è stato rinvenuto il corpo di Pedrazzini.

La vicina di Giuseppe Pedrazzini: 'La famiglia è responsabile'

Il medico legale, durante l'autopsia, non ha riscontrato segni evidenti di violenza, ma gli inquirenti non sono riusciti ancora a ricostruire cosa possa essere accaduto a Beppe. Poco dopo il ritrovamento dei resti dell'uomo, sono stati fermati i suoi familiari, poi scarcerati dai Gip.

Come riportato dal Resto del Carlino, la figlia del 77enne, Silvia, ha affermato: "Sotto c'è molto altro e lo verrete a sapere". La moglie di Giuseppe, invece, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, mentre il genero Riccardo ha accennato all'intenzione della suocera di fare un rogito.

Ai microfoni dell'inviata di Barbara d'Urso è intervenuta Rosanna, una vicina di casa 86enne della famiglia Pedrazzini. La donna, confermando che non vedeva Giuseppe - a suo dire una persona buonissima, che aiutava tutti - da quattro mesi, ha precisato che era il genero Riccardo a non lasciar passare nessuno. "Da quando, 10 anni fa è venuto a vivere qui - ha continuato facendo riferimento al marito di Silvia - la nostra vita è cambiata completamente".

"È una persona cattiva - ha aggiunto - Non ti dava pace, non ti lasciava parlare". Poi, ricordando che quando la vedeva faceva il segno della croce ha concluso: "Io avevo paura di lui e adesso che sono liberi ho ancora più paura". Secondo la signora Rosanna, Beppe non sarebbe caduto da solo nel pozzo. "Il genero è responsabile" ha azzardato ipotizzando anche un possibile movente economico.