A dare l'ultimo saluto a Carol Maltesi, oggi, 6 giugno, c'erano le persone che l'hanno amata e continuano a farlo, a cominciare dalla mamma Lilli e dal papà Fabio. Le esequie si sono svolte a Sesto Calende, cittadina del varesotto nella quale Carol era cresciuta con i genitori, all'interno dell’abbazia di San Donato sul Lago Maggiore.
Ciò che è accaduto alla 26enne, è tra i più casi di cronaca nera di questi ultimi anni. La giovane donna è stata barbaramente uccisa dal vicino di casa reo confesso, il 43enne Davide Fontana che ne ha poi gettato i resti in un dirupo.
A fine maggio, la Procura di Busto Arsizio, titolare del fascicolo d'indagine, ha dato il nulla osta per restituire la salma alla famiglia e celebrare i funerali.
Carol Maltesi, i funerali
A dire addio a Carol Maltesi, c'era anche il figlioletto di sei anni che vive con il padre a Verona dopo la fine della relazione tra i genitori. Sulla bara chiara contenente i resti della 26enne, c'era un disegno del bimbo e una lettera con un cuore che le aveva scritto l'8 maggio, giorno della festa della mamma. Il bambino era attorniato dalla nonna Lilli e dal nonno Fabio, tornato in Italia dall'Olanda dove abita, e dagli altri parenti che, coadiuvati da uno psicologo, stanno cercando di fargli elaborare il lutto.
All'ingresso dell'abbazia, una foto sorridente di Carol. "L'indifferenza per Carol e il giudizio sono due chiodi piantati nelle mani di Cristo. Carol oggi muore come Cristo, ma insieme a lui risorgerà. Sono certo che lei abbia cercato tutta la vita qualcuno che l'amasse, ora con Dio lo ha trovato", ha detto il parroco, don Luca Corbetta, durante l'omelia. "Non giudicare e non lasciare le persone nell'indifferenza", il messaggio del sacerdote.
"Abbiamo perso il nostro angelo", il messaggio invece della mamma e del papà di Carol. Durante le esequie, è stato letto uno scritto delle cugine Elena e Federica, che hanno descritto Carol come una madre meravigliosa e amorevole, ma anche una figlia dedita ad accudire la mamma malata.
"Adesso in cielo c'è un angelo in più. Il tuo ricordo vivrà per sempre". Amici ed ex compagni di classe hanno ricordato la ragazza che sognava di fare l'hostess e di girare il mondo. Palloncini bianchi sono stati fatti volare in cielo al termine della cerimonia.
Carol voleva cambiare vita per il figlio
Il caso si scopre domenica 20 marzo quando nei boschi di Borno, nel bresciano, un residente trova in sacchi dell'immondizia un corpo femminile smembrato in 15 parti. I carabinieri inizialmente non escludono alcuna pista e si concentrano sugli 11 tatuaggi di quel corpo, anche con scritte in inglese, per risalire all'identità della vittima. Finché arriva una segnalazione dalla redazione di un quotidiano locale e si risale all'identità di Carol Maltesi.
La giovane donna che lavora nel mondo dei film per adulti per raggiungere la stabilità economica e poter vivere con il figlio, effettivamente è svanita nel nulla dall'inizio di gennaio.
Gli inquirenti si concentrano su Davide Fontana, il vicino di casa di Carol che, a bordo dell'auto di lei, risulta presente a Borno proprio il 20 marzo. Fontana, impiegato bancario 43enne, vive nella stessa cascina a Rescaldina, in provincia di Milano, dove abita lei. Scoperta l'identità della vittima, Fontana fa il primo passo: si presenta dai carabinieri per fornire informazioni sulla vicina, ma nel fornire la sua versione dei fatti si contraddice molte volte. Sottoposto a interrogatorio, crolla.
Si scopre che l'ha uccisa a inizio gennaio con un martello, poi ha acquistato un congelatore per nascondere il corpo.
Ha affittato una stanza in un bed and breakfast cercando di bruciare il corpo mutilato. Infine, per sbarazzarsene definitivamente, ha gettato i resti in un dirupo. Per 70 giorni, si è finto Carol usando il suo cellulare per tranquillizzare i familiari di lei. L'ha uccisa con lucidità e consapevolezza per gelosia: l'indagine, appura che in passato c'è stata una relazione tra Fontana e Maltesi, ma poi la giovane ha deciso per sé un'altra vita. Fontana non ammette che lei voglia andare dal figlio. Lo scrive il gip di Brescia, Angela Corvi, nell’ordinanza di convalida del fermo del bancario. Lui, nel ruolo di factotum, accetta che lei faccia foto con altri uomini per lavoro, non che si ricongiunga ai suoi affetti più intimi e cari.
Carol, 'Fontana non ha chiesto perdono'
Nella puntata di oggi, 6 giugno, di Estate in diretta, sono state mandate in onda le testimonianze dei parenti di Carol. "Non ci sono richieste di perdono da parte di Davide Fontana, ma anche se le facesse, non sarebbero mai accettate", hanno detto i parenti. Specialmente per il papà Fabio, non c'è perdono.