Deceduto ieri 8 luglio l'ex primo ministro Shinzo Abe, rimasto vittima di un attacco a colpi d'arma da fuoco. L'attentato è avvenuto alle ore 11.30 (4.30 ora italiana) nella città di Nara, Giappone centro-meridionale, dove l'ex premier stava presiedendo un comizio elettorale a sostegno del Partito Liberal Democratico, riferiscono fonti locali. Due colpi provenienti da un'arma da fuoco rudimentale mimetizzata con una tracolla e del nastro isolante avrebbero raggiunto l'ex premier, colpendone il collo e il torace. L'autore dell'omicidio, un residente del luogo ed ex militare della Marina giapponese di 41 anni, Tetsuya Mayagama, sarebbe riuscito a eludere il debole cordone di sicurezza e quindi a portare avanti l'attacco, venendo successivamente immobilizzato.
Le condizioni del leader nipponico sono apparse immediatamente critiche e a nulla è valso il trasferimento in ospedale, dove Abe, sottoposto a trasfusioni di sangue e alle cure dell'equipe medica per più di 4 ore, è deceduto.
Ancora poco chiare le motivazioni che abbiano spinto l'attentatore a compiere il gesto. Yamagami ha negato alla polizia di aver agito per motivi legati al credo politico, attribuendo l'odio nei confronti dell'ex primo ministro giapponese all'insoddisfazione del precedente operato del suo governo e a una presunta appartenenza di Abe a un'organizzazione religiosa non meglio precisata responsabile di seri problemi economici per la famiglia Yamagami, sulla quale al momento si sta mantenendo stretto riserbo.
Durante la perquisizione dell'abitazione dell'attentatore gli inquirenti hanno inoltre rinvenuto un'altra arma da fuoco rudimentale e diversi esplosivi.
Il corpo di Abe è giunto questa mattina in auto presso la residenza di Tokyo accolto dai familiari e da personalità politiche di spicco del Partito Liberal Democratico, nella cui sede questo lunedì verrà allestita la camera ardente e martedì verranno celebrate le esequie.
Le reazioni del mondo politico nazionale e internazionale
Numerosi le espressioni di cordoglio e condanna del gesto da parte del mondo politico internazionale e internazionale: Nuobo Kishi, Ministro della Difesa giapponese, parla di "atto imperdonabile", mentre il primo ministro Fumio Kishida, rientrato d'urgenza alla Kantei dopo aver sospeso la campagna elettorale per il rinnovo della Camera alta previsto per domenica 10 luglio, ha duramente condannato l'attentato definendolo "inaccettabile".
Il presidente americano Joe Biden si definisce sconvolto per l'accaduto rimembrando la vicinanza politica del ex leader nipponico con gli Stati Uniti, e anche il Premier italiano Mario Draghi ha espresso il proprio profondo cordoglio per quanto accaduto. Cina e Corea del Nord, storiche rivali politiche di Abe, condannano fermamente l'assassinio dell'ex premier.
Shinzo Abe: il politico innovatore e la vicinanza filo-americana
Shinzo Abe, classe 1954, è stata una delle figure cruciali per la storia politica del paese del Sol Levante, avendo ricoperto la più longeva carica di primo ministro per ben due mandati, da settembre 2006 a settembre 2007 e dal 26 dicembre 2012 al 16 settembre 2020. Proveniente da una famiglia di tradizione politica, il nonno materno era il primo ministro Nobusuke Kishi e il padre Shintaro Abe, Ministro degli Esteri, ebbe diversi incarichi di governo prima dello scandalo Recruit del 1989.
Laureato in scienze politiche nel 1977, Abe avvia la propria militanza tra le fila dell'ala più conservatrice e nazionalista del Partito Liberale Democratico entrando in Parlamento due anni dopo la morte del padre, nel 1993. In qualità di primo ministro si distinse per le diverse riforme attuate in politica interna, tra le più significative ricordiamo quella riguardante la creazione di un esercito nazionale giapponese, proibita dall'articolo 9 della Costituzione durante l'occupazione americana alla fine della Seconda Guerra mondiale, e le riforme economiche note come Abenomics, basate sull'aumento dell'inflazione, sulla svalutazione dello yen e su una politica monetaria espansiva che nell'immediato apportarono diversi benefici all'economia giapponese.
In politica estera nota la sua vicinanza con gli Stati Uniti e la rivalità con Corea del Sud e Cina, in quest'ultimo caso dovuta alla questione sulla disputa delle isole di Senkaku e agli atteggiamenti fortemente critici riguardo l'incontrollato espansionismo economico cinese.