Nei giorni scorsi è emerso un mistero sulla tomba di Katy Skerl, la ragazza figlia del regista svedese Peter Skerl, trovata trovata morta a Grottaferrata (Roma) il 21 gennaio 1984, la cui lapide si trova al cimitero del Verano a Roma.

La lapide (posta nel riquadro 115, n° 84 , fila 2 del cimitero monumentale capitolino) è stata smurata e la cassa con i resti della ragazza è sparita. È stata la Squadra Mobile, su ordine della Procura di Roma, a effettuare il sopralluogo. L’ordine del magistrato era di togliere la lastra e vedere se la cassa vi fosse oppure no: a quel punto gli investigatori hanno trovato un loculo vuoto.

La bara risulta sparita, da un tempo indefinito. All’interno è stata recuperata solo una maniglia d’ottone. Sul lato destro c’erano segni di effrazione e di intonacatura, come se qualcuno in precedenza avesse smurato la lapide, per poi ricollocarla al suo posto. Ora la tomba della ragazza è stata recintata da nastri bianchi e rossi e al marmo è stato attaccato un foglio firmato dalla Questura di Roma con su scritto: "Sottoposto a sequestro penale".

Tomba di Katy Skerl vuota: il possibile nesso col caso Orlandi

Il mistero della morte di Katy è ritenuto collegato al giallo della scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuto nel 1983.

A parlare del presunto collegamento tra le due ragazze era stato Marco Fassoni Accetti, il fotografo romano che nel 2013 si autoaccusò del rapimento di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori nel 1983 e che affermò che l'assassinio di Katy fosse da inquadrare nel medesimo contesto.

Ci sarà ovviamente bisogno delle indagini da parte degli inquirenti per confermare tale ipotesi.

Nel 2013, Marco Accetti, fotografo e artista romano, autore di varie opere fotografiche e cinematografiche, affermò che l'omicidio di Katy Skerl fu attuato all'interno dello stesso contesto in cui avvennero la scomparsa di Emanuela Orlandi.

Secondo le sue affermazioni, l'uccisione della studentessa avvenne per mano della fazione opposta a quella che si occupò del sequestro della 15enne Emanuela, figlia del messo pontificio Ercole Orlandi.

Secondo Accetti il tutto sarebbe rientrato all'interno di una serie di ricatti da parte di ambienti interni al Vaticano ai danni delle due giovani.

In base a quanto affermato dall'uomo la cassa di legno con dentro il corpo di Katy Skerl sarebbe stato trafugato per eliminare una prova che andrebbe a collegare il caso della 17enne con quello di Emanuela Orlandi. L'indizio in questione sarebbe una camicetta di colore bianco che la vittima indossava e dell'etichetta posta sul collo dell'indumento: "Frattina 1982". Un termine che sarebbe tutt'altro che casuale. L'etichetta in questione compariva infatti nell'estate del 1983 all'interno di uno dei comunicati di rivendicazione riguardante il presunto sequestro di Emanuela Orlandi. "Presunto" è un termine necessario, in quanto a distanza di 39 anni formalmente non è mai stato definito il reale destino della ragazza.

Riguardo alla tomba di Katy Skerl, Marco Accetti disse: "Nel loculo troverete solo una maniglia, con la raffigurazione di un angelo". Effettivamente tale maniglia è stata davvero trovata e anch'essa, come il loculo, è stata posta ora sotto sequestro.