Un uomo ha molestato Emma Raducano, tennista britannica, con atteggiamenti persecutori e di stalking. Già in passato bersaglio di attenzioni indesiderate, la giocatrice ha vissuto momenti di forte disagio.

Lunedì scorso, durante il WTA 1000 di Dubai, un uomo ha mostrato atteggiamenti ossessivi nei suoi confronti, avvicinandola in un’area pubblica e ripresentandosi il giorno dopo tra il pubblico del suo match contro Karolína Muchová. La sua presenza ha profondamente turbato Raducanu, che, nel terzo game del primo set, ha segnalato la persona alla giudice di sedia.

L’arbitro e la sua avversaria hanno cercato di tranquillizzarla, mentre l’uomo è stato successivamente allontanato.

La WTA ha dichiarato che il soggetto in questione sarà "bandito da tutti gli eventi in attesa di una valutazione della minaccia". Pur scossa dall'accaduto, Raducanu ha scelto di proseguire l'incontro, ma ha perso con il punteggio di 7-6, 6-4.

Un problema ricorrente

Per Raducanu non è la prima volta che accade un episodio simile. Già nel 2022, pochi mesi dopo il trionfo agli US Open 2021, un uomo, che affermava di essere innamorato di lei, l’aveva seguita fino a Londra, arrivando a introdursi nella sua abitazione e sottrarle alcuni oggetti personali. In quel caso, la giustizia britannica ha emesso nei confronti del responsabile un ordine restrittivo della durata di cinque anni.

La questione della sicurezza delle tenniste è sempre più rilevante. "La sicurezza delle giocatrici è la nostra massima priorità e i tornei seguono le migliori pratiche di sicurezza per gli eventi sportivi internazionali", ha dichiarato la WTA in un comunicato, sottolineando di essere in contatto con il team di Raducanu per garantirle il supporto necessario. "Restiamo impegnati a collaborare con i tornei e i loro team in tutto il mondo per mantenere un ambiente sicuro per tutti i giocatori".

Stalking e tennis: un fenomeno diffuso

Il problema dello stalking nel mondo del tennis non è nuovo. La britannica Katie Boulter, in un’intervista recente, ha confermato quanto siano comuni episodi di pedinamento, messaggi minacciosi e attenzioni indesiderate per le giocatrici del circuito.

Tuttavia, alcuni episodi hanno avuto conseguenze ben più gravi. Nel 1993, un uomo aveva accoltellato Monica Seles durante un incontro del torneo di Amburgo, dicendosi fan di Steffi Graf, all’epoca grande rivale della tennista jugoslava e a sua volta vittima di stalker.

L'episodio di Dubai riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare la sicurezza delle atlete, permettendo loro di concentrarsi esclusivamente sulla carriera sportiva senza preoccupazioni per la propria incolumità.