La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, non un costo accessorio. Questo è il messaggio forte e chiaro ribadito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall'ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). Le sue parole tornano a sottolineare l'urgenza di affrontare una vera e propria emergenza nazionale che continua a mietere vittime. Infatti secondo i dati Inal, i morti sul lavoro nei primi otto mesi dell'anno sono 681, uno in più rispetto l'anno precedente.
I dati del 2024
Il 2024 ha confermato l'emergenza nazionale della sicurezza sul lavoro in Italia. Le denunce di infortunio con esito mortale hanno raggiunto quota 1.090, segnando un aumento del +4,7% rispetto all'anno precedente (2023). Un dato particolarmente allarmante riguarda la crescita degli incidenti mortali in itinere (quelli che avvengono nel tragitto casa-lavoro). Il settore edile e manifatturiero si è confermato come il più colpito in termini di decessi sul lavoro. Le denunce complessive di infortunio sono rimaste molto elevate, superando le 589.571 unità.
L'Emergenza sicurezza: un fardello insopportabile
I numeri degli incidenti e dei decessi sul lavoro in Italia restano preoccupanti.
Nonostante l'attenzione mediatica e gli interventi normativi, la "progressione delle morti e degli incidenti" (come spesso ha sottolineato il Capo dello Stato in passato) richiede una ricognizione rigorosa delle condizioni di sicurezza.
Morire in fabbrica, in cantiere o in qualsiasi luogo di lavoro è "uno scandalo inaccettabile per un Paese civile". Il presidente ha ribadito che, troppo spesso, la causa di queste tragedie risiede nella mancata o non corretta applicazione delle norme e delle procedure già esistenti. La sicurezza, dunque, è un dovere che non può essere eluso e, allo stesso tempo, un diritto che non può essere negato.
Sicurezza: investimento sul valore umano
Mattarella ha enfatizzato come la sicurezza non sia da considerarsi un mero onere economico, bensì un investimento profondo.
È un investimento sul "valore dell'essere umano", sul significato del lavoro e, in ultima analisi, sulla qualità della vita dell'intera comunità. Riconoscere la sicurezza come un diritto inalienabile significa porla al centro delle politiche aziendali e pubbliche, superando una mentalità che la percepisce ancora come un lusso o un optional.
In questo spirito, il presidente ha ricordato le vittime degli infortuni, rinnovando la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie, e ha espresso gratitudine all'ANMIL per il suo impegno costante.
L'Impegno corale richiesto
Per invertire questa drammatica tendenza, è necessario un impegno corale che coinvolga tutti gli attori della società. Il Presidente della Repubblica ha chiamato in causa istituzioni, aziende, sindacati, lavoratori e luoghi di formazione affinché si diffonda una vera e propria cultura della prevenzione.
Non basta la sola repressione delle violazioni. Serve un cambio di mentalità che metta la prevenzione al primo posto, dall'inizio del percorso formativo fino all'attività lavorativa quotidiana. Soltanto così si potrà costruire un ambiente di lavoro in cui il rischio sia ridotto al minimo e il lavoratore sia tutelato in ogni fase della sua attività.
L'appello di Mattarella serve da monito: la battaglia per la sicurezza è una responsabilità collettiva.
Obiettivo "Zero morti"
La Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro non è solo un momento per ricordare chi non c'è più, ma anche un'occasione fondamentale per rafforzare l'impegno verso l'obiettivo di "zero morti sul lavoro". Le parole del Capo dello Stato, che definiscono la sicurezza un diritto inalienabile, devono diventare la base di un rinnovato sforzo nazionale per la tutela di ogni lavoratore.
L'inclusione lavorativa e sociale di chi ha subito un infortunio, promossa anche dall'ANMIL, si lega a doppio filo con la prevenzione: tutelare chi lavora significa anche sostenere chi, a causa del lavoro, ha subito un danno permanente, garantendo dignità e sostegno.