Il Tribunale di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti, imputato nel procedimento legato alla strage verificatasi il 1° gennaio a Crans-Montana, in Svizzera. La decisione, motivata dall’assenza di “pericolo di fuga” e dalla corresponsione di una cauzione, ha suscitato forte reazione da parte dei parenti delle vittime, in particolare della madre di Giovanni Tamburi, uno dei giovani italiani morti nell’incendio del locale Le Constellation. Secondo i rappresentanti delle famiglie, la misura cautelare attenuata è percepita come un “oltraggio”, mentre a livello politico si registrano azioni istituzionali legate alla vicenda.
La scarcerazione e la decisione del tribunale
Il Tribunale di Sion, in Svizzera, ha autorizzato la scarcerazione di Jacques Moretti, accusato in relazione all'invendio di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato diverse vittime, tra cui il 16enne bolognese Giovanni Tamburi. Secondo la motivazione ufficiale, non sussisterebbe più il rischio di fuga per l’imputato; il giudice ha accettato una cauzione di duecentomila franchi per consentire la liberazione condizionale, con alcune misure restrittive come il ritiro del passaporto. Tuttavia, la scelta ha subito suscitato critiche da parte di familiari e alcuni esponenti dell’opinione pubblica italiana.
Reazioni delle famiglie delle vittime
La scarcerazione di Moretti ha provocato una reazione netta da parte dei parenti delle vittime dell'incendio di Crans-Montana.
La madre di Giovanni Tamburi ha definito la decisione del tribunale come un “oltraggio”, sottolineando il profondo dolore e la rabbia per la misura attenuata nei confronti dell’imputato. I legali dei familiari hanno anche suggerito la costituzione di un comitato dei parenti delle vittime per mantenere costante la richiesta di giustizia e interlocuzione con le istituzioni.