Il settore delle bevande alcoliche sta attraversando un momento di grande crisi e la Heineken, uno dei principali produttori di birra al mondo, non fa eccezione. L'Amministratore Delegato della società olandese, Dolf van den Brink, ha illustrato il piano industriale durante la presentazione dei risultati del 2025 informando altresì che ci sarà una riduzione del personale nei prossimi due anni di circa 5000 – 6000 lavoratori.

Il "buon motivo" per cui Heineken taglia il personale

Ma perché la Heineken e le industrie legate all' alcohol beverage sono in crisi?

Il motivo è molto semplice, le nuove generazioni non disdegnano la bevuta in eventi o con amici tuttavia ne limitano il consumo solo in determinate circostanze, di fatto limitando l'uso dell'alcol. Questi sono gli effetti di tutta una serie di misure e cambiamenti normativi che oltre a limitarne l'uso e l'abuso hanno anche prodotto una maturazione sociale, in cui soprattutto i giovani risultano essere i più virtuosi.

Le nuove generazioni preferiscono alternative analcoliche o a bassa gradazione abbandonando sempre di più birra, alcolici e superalcolici. Un trend che di conseguenza porta, di riflesso, i grandi produttori a dover cercare di ottimizzare la produzione concentrando risorse anche nella ricerca di nuovi prodotti che siano in linea con la tendenza stessa.

Per fare un esempio, gli Stati Uniti, da sempre riconosciuto come un mercato strategico, nei dati snocciolati dall'A.D. di Heineken ha solo il 20% dei nati dopo il 1995 che consuma alcol con regolarità, contro il 30% che era rappresentato nelle statistiche precedenti e il trend sembra andare sempre in calo, rafforzando quello che è il dettame oggi consigliato, cioè bere meno e responsabilmente.

Gli esuberi in Italia

Heineken ha nel mondo circa 87.000 dipendenti, nella presentazione della società sui risultati del 2025, è stato comunicato che il taglio del personale riguarderà tutti gli stabilimenti nel modo e coinvolgerà 5000-6000 dipendenti in esubero. Però van den Brink ha anche precisato che questi tagli al personale riguarderanno solo marginalmente il quartier generale dei Paesi Bassi.

Quindi questo processo potrebbe riguardare anche i dipendenti presenti negli stabilimenti italiani che oggi sono 4, Assemini (Cagliari), Comun Nuovo (Bergamo), Massafra (Taranto) e Pollein (Aosta) contando circa 2000 dipendenti.