L’autopsia eseguita a Pescara sul corpo del gioielliere 86enne Romolo Luciano ha stabilito che la causa del suo decesso, avvenuto due settimane dopo un’aggressione, è stata un’emorragia cerebrale.

Dettagli sull’aggressione e il decesso

Romolo Luciano, ottantaseienne titolare di una gioielleria, è stato vittima di un’aggressione da parte del figlio circa quindici giorni prima di morire. A seguito delle lesioni riportate, l’uomo era stato ricoverato e, dopo due settimane, è deceduto. L’esame autoptico ha confermato che la causa del decesso è stata un’emorragia cerebrale.

Contesto medico-legale

L’esame autoptico, condotto nella città di Pescara, ha accertato che il trauma subito dall’uomo ha provocato un’emorragia cerebrale che si è rivelata fatale. Al momento, non sono stati divulgati ulteriori dettagli specifici riguardo alle modalità dell’aggressione né a eventuali condizioni mediche preesistenti che potrebbero aver avuto un ruolo nell’esito letale.

Le verifiche svolte subito dopo i fatti non avevano rilevato segni di effrazione né indizi che facessero pensare alla presenza di persone estranee nell’abitazione.

Per questo i Carabinieri avevano indirizzato fin dall’inizio le indagini verso l’ambito familiare, concentrandosi in particolare sul rapporto tra padre e figlio, quest’ultimo impegnato da anni nell’assistenza dell’anziano e ascoltato a lungo dopo l’accaduto.

Al termine degli accertamenti era scattato l’arresto con l’accusa di lesioni gravissime. In seguito alla morte del padre, tuttavia, la posizione dell’uomo è ora al vaglio della Procura e potrebbe essere riconsiderata come omicidio preterintenzionale.

Resta ancora da chiarire il movente dell’aggressione. I Carabinieri, coordinati dal colonnello Stefano Ranalletta, stanno raccogliendo testimonianze tra vicini e conoscenti per verificare l’eventuale esistenza di contrasti tra i due.