Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Beppe Savoldi, ex attaccante di spicco di Bologna e Napoli, venuto a mancare all'età di settantanove anni. La notizia del decesso è stata diffusa dal figlio Gianluca attraverso un commosso post sui social, dove ha ricordato la figura paterna non solo come protagonista del calcio nazionale ma anche come pilastro affettivo della famiglia. Savoldi era celebre con il soprannome di "mister due miliardi", appellativo che gli fu attribuito in seguito al suo trasferimento record dal club rossoblù a quello partenopeo, un evento che segnò un'epoca nel panorama calcistico italiano.
Nel messaggio condiviso da Gianluca Savoldi, anch'egli ex calciatore e ora allenatore, si legge: "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe". Il figlio ha voluto sottolineare come "i suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore". La famiglia ha inoltre espresso gratitudine verso "i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche".
La brillante carriera di un centravanti prolifico
Beppe Savoldi si affermò come uno dei centravanti più prolifici della sua generazione. Nel corso della sua carriera in Serie A, collezionò oltre quattrocento presenze e realizzò centosessantotto reti, posizionandosi tra i migliori marcatori di sempre del massimo campionato italiano. Vestì le prestigiose maglie di Atalanta, Bologna e Napoli, per poi fare ritorno all'Atalanta nella fase conclusiva della sua attività agonistica. Tra i suoi successi si annoverano la vittoria della Coppa Italia e della Coppa di Lega Italo-Inglese. Fu inoltre capocannoniere della Serie A nella stagione 1972-1973 e per ben tre volte della Coppa Italia, dimostrando una costante vena realizzativa.
La sua carriera fu anche teatro di un episodio singolare nella stagione 1974-75, quando un raccattapalle intervenne impedendo la convalida di un suo gol. A livello internazionale, Savoldi militò nella nazionale Under 21, conquistando l'oro ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 1967. Con la maglia della nazionale maggiore, collezionò quattro presenze e siglò una rete.
Un'eredità che va oltre il campo da gioco
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Savoldi intraprese la carriera di allenatore, guidando diverse squadre tra Serie C1 e C2. Ottenne una promozione in C1 con il Saronno e fu alla guida anche del Valle d’Aosta. La sua famiglia ha una profonda tradizione sportiva: la madre, Gloria Guerini, fu campionessa di pallavolo, mentre il fratello Gianluigi e il figlio Gianluca seguirono le sue orme nel mondo del calcio.
In gioventù, lo stesso Beppe Savoldi si era cimentato nella pallacanestro. La sua versatilità lo portò anche a esperienze extra-calcistiche: durante la sua permanenza a Napoli, incise un singolo musicale e partecipò a un cortometraggio, mostrando un lato artistico meno conosciuto.