Francesca Recine è stata nominata presidente della Fismo, Federazione Italiana Settore Moda di Confesercenti. L’annuncio è stato diffuso il 9 marzo 2026. La nuova presidente succede a Donatella Prampolini, che ha guidato la Federazione negli anni precedenti. La nomina è avvenuta a seguito dell’assemblea nazionale dell’organizzazione, che rappresenta una realtà di riferimento per gli operatori della moda e dell’abbigliamento in Italia.
"Ringrazio i delegati Fismo per la fiducia che mi hanno concesso”, ha detto Recine. “Accolgo con grande impegno e responsabilità questa nomina.
Nonostante il momento estremamente difficile che il comparto sta vivendo, Fismo continuerà, come ha fatto sempre, a lavorare affinché le nostre imprese possano crescere e prosperare e soprattutto per consentire un consolidamento della nostra professione che contiene competenze uniche"
Il ruolo della Fismo nella moda italiana
La Fismo raggruppa oltre 35.000 imprese del commercio al dettaglio nei comparti dell’abbigliamento, calzature e accessori. È componente di Confesercenti, una delle principali associazioni di rappresentanza delle PMI italiane, attiva dalla sua fondazione nel sostegno a negozi e imprese familiari. La Federazione svolge attività di tutela, consulenza e promozione degli interessi degli associati a livello nazionale, regionale e locale.
Negli ultimi anni, il settore della moda in Italia ha affrontato cambiamenti profondi dovuti a crisi internazionali, nuove tecnologie e trasformazioni nelle abitudini di acquisto. Fismo si è distinta per la collaborazione con enti pubblici e privati, partecipando a tavoli di lavoro e promuovendo campagne per il valore della filiera tradizionale e la difesa dei posti di lavoro nelle comunità locali.
Francesca Recine e le prospettive della Federazione
“Mi impegnerò personalmente per aiutare in modo concreto i nostri negozi anche ad affrontare il mare magnum di cambiamenti in atto. Il tavolo aperto con il Ministero è lo strumento che aspettavamo per rappresentare i problemi che vivono le nostre imprese e per individuare soluzioni concrete come la detassazione delle scorte di magazzino e la possibilità di emissione della cedolare secca, che rappresenterebbero una boccata d’ossigeno per i nostri associati.
Ma anche per discutere di annosi problemi per il comparto come le date dei saldi di fine stagione, troppo anticipate, e la deregulation nell’on line”.
“Lavoreremo per dare inizio a un percorso formativo, per chi vuole fare impresa nel commercio, – ha concluso Recine – che abiliti a una serie di competenze utili: corsi di lingue, marketing digitale, merchandising, accesso al credito e microcredito, basi di fiscalità del commercio e diritto del lavoro, per far crescere nostre imprese con radici solide e qualificate”.
“Infine, ci adopereremo per la costruzione di un marchio di riconoscimento del commercio indipendente, indispensabile per distinguerci dalla massa e per far sì che i nostri negozi siano immediatamente identificabili come contenitori di professionalità, di scelte libere, conoscenza del prodotto e cultura del territorio”.