Si conclude anche il secondo grado di giudizio nel procedimento per la morte di Annamaria D’Eliseo, con la conferma della pena dell’ergastolo per il marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 73 anni. La Corte d’assise d’Appello dell’Aquila ha infatti ribadito la sentenza già emessa in primo grado nel giugno 2025 dalla Corte d’Assise di Lanciano.
La donna, 60 anni, era stata rinvenuta priva di vita il 15 luglio 2022 nel garage della casa familiare, in località Iconicella, a Lanciano. Sin dalle prime fasi, gli inquirenti avevano messo in dubbio l’ipotesi di un gesto volontario, orientando progressivamente le indagini verso l’omicidio.
Durante il processo d’appello, l’avvocato generale Mirvana Di Serio già procuratrice di Lanciano e pubblico ministero nel primo grado aveva sollecitato la conferma della condanna, ritenendo consistenti gli elementi raccolti a carico dell’imputato. Secondo l’impianto accusatorio, Di Nunzio, che ha sempre negato ogni responsabilità dichiarandosi innocente, avrebbe strangolato la moglie utilizzando alcuni cavi elettrici nel garage-cantina dell’abitazione, simulando successivamente un suicidio per sviare le indagini.
Le verifiche effettuate dai carabinieri
Nel locale non sarebbero stati trovati supporti o strutture adatte a un’impiccagione, né evidenti tracce di colluttazione. Tra gli elementi ritenuti decisivi figura anche un file audio proveniente dall’impianto di videosorveglianza esterno della casa, considerato fondamentale per chiarire la dinamica dei fatti.
Di Nunzio, ex ispettore dei vigili del fuoco, era stato arrestato l’11 gennaio 2024, pochi giorni prima della scadenza dei termini di indagine. Alla lettura della sentenza, nell’aula dell’Aquila, erano presenti anche i figli della coppia, costituitisi parte civile insieme all’associazione Dafne, attiva nella tutela di donne e minori vittime di violenza.