Il Ministero della Giustizia ha rinnovato il regime di 41 bis, noto anche come carcere duro, nei confronti dell'anarchico Alfredo Cospito, attualmente detenuto nel carcere di Cagliari. Il provvedimento, la cui notifica era attesa entro il 4 maggio, è stato comunicato al suo difensore, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, il 30 aprile 2026. Questa decisione ministeriale apre alla possibilità di un reclamo da parte della difesa.
Il percorso giudiziario e le condanne di Alfredo Cospito
Alfredo Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di reclusione per l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano nel 2006 e per altri fatti di terrorismo collegati alla Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
Tuttavia, è stato condannato in via definitiva a un totale di 33 anni di carcere per due distinti attentati: la gambizzazione di un dirigente Ansaldo a Genova nel 2012 e il posizionamento di due ordigni, che non causarono vittime né feriti, davanti alla scuola Allievi carabinieri di Fossano (Cuneo) nel 2006. Dal 2022, Cospito è sottoposto al regime di carcere duro, periodo durante il quale ha condotto un lungo sciopero della fame tra il 2022 e il 2023, che ha innescato un ampio dibattito mediatico e politico.
L'iter legale e le recenti decisioni giudiziarie
La difesa di Cospito, rappresentata dall'avvocato Flavio Rossi Albertini, può presentare reclamo contro la decisione del Ministero al Tribunale di Sorveglianza di Roma.
Nel settembre 2025, la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva già respinto il ricorso dei legali dell'anarchico, definendolo manifestamente infondato. Cospito è inoltre una figura centrale nel caso che ha portato alla condanna in primo grado dell'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Quest'ultimo aveva riferito al collega di partito e vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli il contenuto di conversazioni avvenute nell'ora d'aria nel carcere di Sassari tra Cospito e detenuti di camorra e 'ndrangheta, anch'essi sottoposti al 41 bis. Nel processo di secondo grado a Delmastro, il procuratore generale ha richiesto l'assoluzione, e la sentenza è attesa nel mese di maggio.
Il regime del 41 bis: caratteristiche e finalità
Il 41 bis è un regime penitenziario speciale introdotto nell'ordinamento italiano nel 1992. Prevede misure restrittive per i detenuti considerati particolarmente pericolosi, in particolare per reati di mafia e terrorismo. L'obiettivo principale di questo regime è limitare drasticamente i contatti con l'esterno e impedire che i detenuti mantengano collegamenti operativi con organizzazioni criminali durante il periodo di detenzione.