L’Aquila ha commemorato nella notte tra il 5 e il 6 aprile le 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009 con una cerimonia sobria e raccolta. L’evento, svoltosi nella sera di Pasqua, ha visto l’assenza del tradizionale corteo.
Una luce azzurra è stata proiettata da Palazzo Margherita, mentre l’Emiciclo è rimasto in silenzio. I fiori bianchi sono stati deposti uno alla volta. La commemorazione si è tenuta all’Emiciclo, accompagnata dai Solisti Aquilani che hanno eseguito brani di Haendel, Vivaldi e Bach. Erano presenti il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti della giunta, delle istituzioni, le forze dell’ordine e i cittadini.
Al centro della scena, un telo con i nomi delle vittime stampati in rosso, accanto allo striscione dei familiari: “Per loro. Per tutti i familiari delle vittime. L’Aquila 6 aprile 2009.”
Appello alla memoria condivisa
Durante la commemorazione, a nome dei familiari delle vittime, è intervenuto Vincenzo Vittorini. Egli ha ricordato “la notte più lunga per gli aquilani” e ha sottolineato l’importanza della memoria condivisa. Vittorini ha spiegato la scelta di non sfilare, ma di ritrovarsi, e rivolgendosi ai giovani ha lanciato l’appello a farsi “sentinelle della memoria”, indicando la necessità di trasmettere il ricordo oltre le generazioni.
Accensione del braciere e chiusura simbolica
La cerimonia è proseguita al Parco della Memoria, dove il funzionario comunale Daniele Ciuffetelli ha acceso il braciere in rappresentanza dei dipendenti comunali. La serata si è conclusa con la lettura dei nomi delle 309 vittime e la deposizione dei fiori sulla fontana monumentale, un momento di profonda riflessione per la comunità.