"Il mondo dell’odio è talmente vasto ed è sempre più vasto": così la senatrice a vita Liliana Segre ha ribadito il suo pensiero durante un convegno al Memoriale della Shoah. "Una valanga d’odio che trascina le persone a mandare messaggi a 96 anni ‘perché non muori?’", ha aggiunto, richiamando le stesse minacce ricevute telefonicamente già nel 1938, prima della deportazione.

"Non posso e non vorrei andare avanti più di tanto", ma "non mi aspettavo che, dopo tutto quello che è successo, ancora a 96 anni qualcuno mi scrivesse così".

"Non posso prescindere da questo posto. Ricordo troppo bene il giorno in cui ci sono entrata prigioniera", ha ricordato, riferendosi a un governo che "perseguitava". E ha poi osservato: "Non posso non notare quanti governi si siano succeduti e quanto l’antisemitismo sia stato sopito", esprimendo apprezzamento per la proiezione, durante l’incontro, di un video con il decalogo per il rispetto nello sport realizzato in occasione delle Paralimpiadi di Milano-Cortina. "A me non manca un arto - ha aggiunto la senatrice a vita - ma nella testa sono rimasta così. Non posso cambiare. È parte di me dall’inizio alla fine".

Antisemitismo e l'importanza del rispetto

La senatrice ha inoltre riflettuto sulla natura dell'antisemitismo, notando come, pur essendo stato spesso sopito, non sia mai realmente scomparso, nonostante i numerosi governi che si sono succeduti.

Ha accolto con favore la proiezione di un video contenente il decalogo per il rispetto nello sport, un'iniziativa realizzata in occasione delle prossime Paralimpiadi di Milano Cortina. Con una toccante riflessione personale, Segre ha concluso: "A me non manca un arto – ha osservato – ma nella testa sono rimasta così. Non posso cambiare. È parte di me dall’inizio alla fine".

L'intervento di Liliana Segre al Memoriale della Shoah si inserisce in un più ampio contesto di iniziative dedicate a mantenere viva la memoria storica e a contrastare con fermezza ogni forma di odio e antisemitismo. Temi cruciali che la senatrice continua a porre all'attenzione pubblica, forte della sua inestimabile testimonianza personale e del suo costante impegno civile.