La Procura Generale di Milano sta conducendo nuove e approfondite verifiche su diversi aspetti legati a Nicole Minetti, l’ex igienista dentale che ha ottenuto la grazia. Le indagini si concentrano in particolare su eventuali procedimenti penali in corso a suo carico all’estero, con un focus specifico sulla Spagna e su un Paese sudamericano. Questi accertamenti rappresentano un’ulteriore fase di controllo rispetto alle indagini preliminari già svolte.

Nei mesi scorsi, la stessa Procura Generale, attraverso la procuratrice Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, aveva già svolto una serie di accertamenti.

Da quelle verifiche iniziali, non erano emersi procedimenti penali a carico di Minetti, portando all’espressione di un parere positivo, sebbene non vincolante, per la concessione dell’atto di clemenza. Le attuali indagini mirano a un’ulteriore e più completa verifica della situazione giudiziaria internazionale dell’ex consigliera.

Verifiche sull’adozione internazionale del figlio

Parallelamente ai controlli sui procedimenti penali, la Procura Generale di Milano sta acquisendo e analizzando in Uruguay la sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del suo compagno, Giuseppe Cipriani. L’obiettivo primario è quello di verificarne la veridicità e la piena regolarità. Questa sentenza era stata presentata dai legali di Minetti nell’agosto precedente, contestualmente alla richiesta di grazia.

L’atto emesso dai giudici uruguayani era stato in seguito recepito e riconosciuto dalla magistratura italiana.

La documentazione relativa all’adozione rivela che il Tribunale dei minori di Venezia, con un atto datato 19 luglio 2024, ha dichiarato l’adozione “efficace” sul territorio italiano. Tale riconoscimento seguiva la certificazione già avvenuta nel febbraio 2023 da parte del tribunale uruguayano di Maldonado. Il decreto di adozione specifica che il minore “si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale”.

Il medesimo documento sottolinea inoltre che Minetti e Cipriani “sono stabilmente conviventi da oltre cinque anni” e che “vivevano ininterrottamente da oltre due anni in Uruguay al momento dell’adozione”.

È sulla base di questa complessa documentazione che la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano avrebbe espresso un parere favorevole all’istanza di grazia lo scorso 9 gennaio. Le attuali indagini intendono dunque accertare la piena conformità di tutti gli atti prodotti e l’assenza di qualsiasi pendenza penale all’estero, garantendo la massima trasparenza e correttezza nel processo di valutazione.