Le attività di ricerca in mare, avviate per indagare sulla scomparsa di Domenico Racanati a Montenero, si sono concluse senza esito nella mattinata dell’11 aprile 2026. Le operazioni sono state condotte dal 1° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera, giunto da San Benedetto del Tronto per supportare il dispositivo predisposto dalla Capitaneria di porto di Termoli.

I sommozzatori hanno impiegato il “Side Scan Sonar”, un ecoscandaglio ad alta precisione, per scandagliare il fondale marino anche in condizioni di scarsa visibilità e torbidità dell’acqua.

Le ricerche, inizialmente focalizzate nell’area compresa tra l’idrovora di Montenero di Bisaccia e il porto turistico Marina Sveva, sono state successivamente estese a sud e a nord della foce del Trigno. Nonostante l’impiego di tecnologie avanzate, non è emerso alcun elemento riconducibile alla presenza di un’autovettura in mare.

Proseguono le attività di monitoraggio

Al termine delle operazioni subacquee, la Guardia Costiera ha confermato il mantenimento del dispositivo in mare. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Termoli continuerà a operare nella zona per monitorare il tratto interessato e proseguire le attività di ricerca nei prossimi giorni.

L’esito negativo delle operazioni verrà comunicato direttamente al magistrato titolare dell’inchiesta.

Sarà la Procura a valutare, nei prossimi giorni, eventuali ulteriori sviluppi investigativi e a definire le modalità per proseguire le ricerche.

Il ruolo del 1° Nucleo Operatori Subacquei

Il 1° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera, operativo da gennaio 1995 a San Benedetto del Tronto, rappresenta uno dei cinque nuclei subacquei nazionali. Questi reparti specializzati sono dedicati alle funzioni di ricerca e salvataggio in mare, oltre a condurre operazioni subacquee di natura specialistica.