Sei operatori sanitari dell'Asl di Caserta sono stati sospesi dal lavoro per un anno, coinvolti in un'inchiesta sui cosiddetti "furbetti del cartellino". La notifica dei provvedimenti è avvenuta il 15 maggio 2026, a seguito delle indagini condotte dai carabinieri del Nas. Tra i sospesi figurano quattro dirigenti medici e due infermieri, tutti accusati di essersi allontanati dal proprio posto di lavoro per motivi personali, pur risultando formalmente in servizio.
I provvedimenti di sospensione dal lavoro, emessi dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, riguardano i reati di false attestazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica locale, ha fatto luce su un presunto sistema illecito di assenteismo che ha coinvolto il personale dell'azienda sanitaria.
L'indagine e il meccanismo della frode
Le indagini, avviate dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Caserta, sono partite da una serie di servizi di osservazione e pedinamento. Questi primi accertamenti hanno evidenziato come alcuni dipendenti si allontanassero abitualmente dal posto di lavoro durante l'orario di servizio per svolgere faccende private, anche di natura familiare, pur attestando la propria presenza.
Per documentare in modo inequivocabile il sistema fraudolento, l'autorità giudiziaria ha autorizzato l'installazione di telecamere nascoste.
Le riprese sono state effettuate in particolare nei pressi dei varchi di accesso e delle postazioni marcatempo, dove gli operatori sanitari timbravano il badge. Le immagini registrate, insieme ai controlli sul territorio, hanno permesso di ricostruire dettagliatamente il meccanismo: la timbratura del cartellino per attestare la presenza, seguita dall'immediato abbandono della struttura sanitaria per attività estranee al servizio.
I nomi dei professionisti sospesi
Tra i professionisti coinvolti e ora sospesi, figurano i medici Ubaldo Lanzante, in servizio presso l’Unità Operativa Materno Infantile del Distretto sanitario 12 (che include Caserta e i comuni limitrofi Castel Morrone, Casagiove e San Nicola la Strada), Paolo Goglia, specialista ambulatoriale di odontoiatria, Michele Zampella dell’ufficio esenzioni ticket per patologie e reddito, e Fabio De Fazio della continuità assistenziale.
Sono stati sospesi anche gli infermieri Mauro Aldi e Umberto Mezzacapo, entrambi in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di coordinamento delle cure domiciliari.
Le implicazioni della misura cautelare
La misura cautelare interdittiva, della durata di dodici mesi, ha un'ampia portata. Essa impedisce ai destinatari di svolgere qualsiasi attività lavorativa non solo all'interno della struttura sanitaria di appartenenza, l'Asl di Caserta, ma anche in qualsiasi altra struttura pubblica o convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale. Le accuse contestate, che si trovano ancora nella fase preliminare delle indagini, sono quelle di false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
L'Asl di Caserta, in quanto azienda sanitaria locale responsabile della gestione dei servizi sanitari pubblici nella provincia omonima, è un ente di primaria importanza. L'adozione di tali provvedimenti sottolinea l'impegno nel controllo e nella prevenzione degli illeciti all'interno della pubblica amministrazione, con una particolare attenzione al settore sanitario, al fine di garantire la corretta erogazione dei servizi e la trasparenza.