La Global Sumud Flotilla ha fermamente denunciato il trattamento riservato da Israele agli attivisti intercettati in acque internazionali, definendolo "vergognoso e riprovevole". Un comunicato ha dettagliato che uomini e donne sarebbero stati costretti a inginocchiarsi, legati, umiliati ed esposti "come trofei" durante una visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod. L'episodio si inserisce nel contesto della missione della Global Sumud Flotilla, un'iniziativa che ha visto numerose imbarcazioni salpare dalla Turchia, organizzata da diverse coalizioni internazionali con il preciso obiettivo di rompere il blocco navale sulla Striscia di Gaza.

L'intercettazione e il trasferimento degli attivisti

Le forze armate israeliane hanno intercettato la flottiglia in acque internazionali, presso Cipro, dopo la partenza dalla Turchia. Il Ministero degli Esteri israeliano ha confermato la detenzione di 430 attivisti, dichiarando ufficialmente conclusa la missione. È stato inoltre annunciato il trasferimento di tutti i partecipanti in territorio israeliano, dove potranno incontrare i rispettivi rappresentanti consolari. L'operazione di intercettazione si è protratta per due giorni e ha coinvolto circa cinquanta imbarcazioni. Il nucleo principale della flottiglia è stato fermato lunedì in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza.

Le denunce e le risposte ufficiali

La Global Sumud Flotilla ha ribadito che, durante l'operazione, uomini e donne sono stati esposti come trofei. Una trasmissione in diretta sul sito web dell'organizzazione ha mostrato soldati israeliani armati mentre abbordavano le navi. Gli organizzatori hanno denunciato la distruzione delle telecamere installate sulle imbarcazioni da parte dei militari. Hanno inoltre riferito che, durante gli abbordaggi, sarebbero stati sparati colpi contro cinque imbarcazioni, causando danni materiali. La Flotilla della Libertà ha aggiunto che alcune imbarcazioni intercettate lunedì sarebbero state danneggiate deliberatamente dall'esercito israeliano e abbandonate alla deriva, un pericolo per la navigazione internazionale.

In seguito a questi eventi, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha richiesto un'urgente revisione dell'uso della forza da parte di Israele. Questa richiesta è giunta dopo le testimonianze di attivisti italiani che hanno riferito di essere stati colpiti da proiettili di gomma. Il portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, ha negato l'impiego di munizioni vere, assicurando che nessun attivista ha riportato ferite durante gli abbordaggi. In segno di protesta contro quello che la Global Sumud Flotilla ha definito un "sequestro illegale", e in solidarietà con gli oltre 9.500 detenuti palestinesi in Israele, almeno 87 partecipanti hanno iniziato uno sciopero della fame.

Obiettivi della missione e la posizione di Israele

La missione è stata organizzata dalla Global Sumud Flotilla, dalla Freedom Flotilla Coalition e da organizzazioni di Turchia, Malesia e Indonesia. I partecipanti hanno richiesto la "liberazione immediata di tutti i sequestrati" e il "passaggio sicuro per tutte le imbarcazioni e il carico umanitario" destinato a Gaza. Israele ha etichettato l'iniziativa come una "provocazione per il gusto della provocazione", sottolineando che le imbarcazioni trasportavano una quantità simbolica di aiuti. Il governo israeliano ha ribadito che non sarà tollerata alcuna violazione del blocco navale su Gaza, considerato conforme al Diritto Internazionale. La diplomazia israeliana ha inoltre definito la missione una "manovra di relazioni pubbliche al servizio di Hamas".