Il valico del Brennero è stato teatro di gravi disagi e rallentamenti il 29 maggio 2026, con code che hanno superato i 14 chilometri. La situazione, definita “insostenibile”, ha generato forte preoccupazione tra automobilisti e trasportatori, spingendo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) a intensificare il proprio impegno per una rapida risoluzione. Il ministro Matteo Salvini ha ribadito il suo continuo pressing per affrontare le criticità emerse, che stanno mettendo a dura prova la viabilità alpina.

Le lunghe code e il traffico in tilt sono stati causati principalmente da una manifestazione ambientalista in programma in Austria per il 30 maggio.

Molti viaggiatori, sia turisti che operatori del trasporto merci, hanno scelto di anticipare il proprio viaggio verso l'Italia per evitare il blocco totale del valico previsto per il giorno successivo. I rallentamenti più significativi si sono registrati sul versante tirolese, in particolare in prossimità del casello autostradale dell’A12 di Schönberg, dove la congestione ha raggiunto livelli critici, compromettendo la fluidità dei collegamenti transfrontalieri.

La reazione istituzionale e il confronto con l'Austria

Le autorità italiane hanno espresso forte disappunto e profonda preoccupazione per la situazione. Fonti del Mit hanno rivelato che il ministro dei Trasporti austriaco, Peter Hanke, ha comunicato l'oggettiva difficoltà di intervenire efficacemente per prevenire che la manifestazione ambientalista possa causare ulteriori e gravi disagi a migliaia di persone.

Questa posizione ha acuito la tensione, evidenziando la complessità della gestione di eventi di tale portata in un contesto transnazionale.

In risposta a tale scenario, il ministro Matteo Salvini ha chiarito le sue aspettative, auspicando una pronuncia inequivocabile da parte della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. L'Italia ha infatti avviato una causa sui divieti al Brennero, e l'obiettivo è che tale decisione possa fare giurisprudenza. Questo permetterebbe di stabilire un precedente chiaro, fondamentale per evitare che l'uso strumentale dei temi ambientali si traduca in un danno economico significativo per le economie dei territori alpini, che dipendono fortemente dalla fluidità dei trasporti attraverso il valico.

Gestione del traffico e alternative per i viaggiatori

La previsione di un blocco totale del valico per il 30 maggio ha spinto un numero considerevole di automobilisti e trasportatori a modificare i propri piani di viaggio, generando un'intensificazione del traffico già il giorno precedente. Per coloro che non sono riusciti ad anticipare la partenza, le autorità hanno predisposto una maxi-deviazione. Questa alternativa prevede un percorso più lungo attraverso Salisburgo e Tarvisio, con l'obiettivo di mitigare l'impatto della chiusura del Brennero. Tuttavia, tale deviazione comporterà inevitabilmente tempi di percorrenza maggiori e costi aggiuntivi, influenzando in modo significativo la logistica e la pianificazione dei viaggi tra Italia e Austria.