Al Quarticciolo, a Roma, Serena Tirabassi, giovane carabiniera originaria di Celano e in servizio alla stazione di Tor Tre Teste, finita al centro dell’attenzione mediatica dopo l’arresto di uno spacciatore durante un’operazione antidroga.
A colpire è stata soprattutto la dinamica del fermo: la militare, appena ventenne, è riuscita a bloccare il sospettato grazie a una tecnica fulminea appresa con il taekwondo. "Sono cintura nera di taekwondo. E sono tutta d’un pezzo", ha raccontato al Corriere della Sera.
21 anni il mese prossimo
Tirabassi compirà 21 anni il prossimo mese ed è già diventata motivo di orgoglio per la comunità di Celano, che in queste ore ha manifestato vicinanza e ammirazione nei confronti della giovane carabiniera e della sua famiglia.
Secondo quanto ricostruito, Tirabassi stava partecipando a un’operazione dei carabinieri contro lo spaccio di droga, condotta con il supporto delle unità speciali e culminata nel sequestro di centinaia di dosi di stupefacenti. Durante i controlli nel quartiere romano, la giovane avrebbe individuato un uomo camerunense di 34 anni nascosto dietro una fioriera. Dopo la segnalazione è partito un inseguimento a piedi tra i vicoli della zona.
"Gli ho tagliato la strada passando da un cortile interno", ha spiegato Serena. "A quel punto me lo sono trovato davanti. Era più alto di me e anche molto robusto. Mi ha messo una mano alla gola. Gli ho fatto una leva con il braccio e l’ho buttato per terra".
Una volta immobilizzato sull’asfalto e raggiunto dagli altri carabinieri intervenuti sul posto, l’uomo è stato ammanettato e condotto in caserma. Successivamente, dietro la fioriera dove si nascondeva, sarebbero state trovate diverse dosi di crack.
L'emozione dei maestri di Taekwondo
Grande emozione anche da parte di Ennio e Calvino Cotturone, i maestri di taekwondo che hanno seguito la formazione sportiva della giovane a Celano. "Oggi il nostro cuore scoppia di orgoglio", hanno dichiarato.
I due insegnanti hanno sottolineato come la preparazione acquisita negli anni sia stata decisiva nell’intervento: "Grazie alla sua prontezza, al sangue freddo e alla preparazione tecnica acquisita in anni di taekwondo, è riuscita a difendersi e a neutralizzare il malvivente, mettendo in pratica autocontrollo, capacità di gestire la paura e reagire con precisione, integrità, saper distinguere il bene dal male e agire con fermezza per ristabilire la giustizia e spirito indomito, non arrendersi di fronte al pericolo e alle difficoltà, ma affrontarlo a testa alta".
"Come insegnanti", hanno concluso, "la soddisfazione più grande non è vedere una medaglia appesa al collo, ma sapere che i nostri allievi hanno gli strumenti per proteggere loro stessi e la comunità".