La Corte d'Assise d'Appello di Roma ha confermato l'ergastolo per Claudio Campiti, autore della strage di Fidene. L'11 dicembre 2022, nel quartiere romano di Fidene, Campiti uccise quattro donne durante una riunione di condominio: Nicoletta Golisano, Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Fabiana De Angelis. La sentenza di secondo grado ribadisce la condanna di primo grado.

In primo grado, Campiti era stato condannato all'ergastolo con isolamento diurno per tre anni. La strage avvenne nel gazebo di via Monte Giberto, durante una riunione del consorzio Valleverde.

La Procura generale chiese la conferma della sentenza, richiesta accolta dalle parti civili. Le accuse includevano omicidio aggravato (premeditazione, futili motivi), tentato omicidio di cinque persone al tavolo del consiglio, e lesioni personali per il trauma dei sopravvissuti.

Il processo d'appello

Durante l'appello, il difensore di Campiti, avvocato Giancarlo Rizzo, chiese la rinnovazione dell'istruttoria per una perizia psichiatrica, per valutare la capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento dei fatti. Richiesta opposta dalla Procura generale e dalle parti civili. La Corte si era riservata, emettendo la sentenza di conferma dell'ergastolo l'11 maggio 2026, data in cui erano previste discussione delle difese e dichiarazioni spontanee di Campiti.

Altri imputati

Nel procedimento erano coinvolti altri. Bruno Ardovini, all'epoca presidente della sezione Tiro a segno nazionale di Roma, fu condannato in primo grado a tre mesi di arresto per omessa custodia dell'arma: una Glock calibro 45 usata nella strage, prelevata dal poligono di Tor di Quinto. Giovanni Maturo, allora dipendente addetto all'armeria del poligono, fu assolto in primo grado. La sentenza d'appello ha consolidato la condanna principale per Campiti.